No alla guerra: la grande marcia per la pace ad Assisi delle scuole italiane
La mobilitazione delle scuole di pace ad Assisi per promuovere il dialogo e condannare i conflitti e la violenza verbale globale.
Il valore della pace ad Assisi si manifesta attraverso l'impegno di migliaia di giovani che partecipano attivamente alle iniziative delle scuole di pace. L'evento mira a trasformare la consapevolezza individuale in azioni concrete per contrastare la violenza e promuovere una cultura del rispetto reciproco, ispirandosi all'eredità di San Francesco. In migliaia hanno sfilato tra Santa Maria degli Angeli e il centro storico, unendo le voci contro l'uso delle armi e la diffusione di messaggi d'odio che colpiscono anche le figure di riferimento spirituale come papa Leone XIV.
L'impegno dei giovani per la pace ad Assisi
La manifestazione odierna ha visto una partecipazione straordinaria di studenti e docenti, descritti come una moltitudine vibrante impegnata nel chiedere l'interruzione immediata delle ostilità. Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi, ha evidenziato come l'attuale escalation bellica sia tragicamente accompagnata da una crescente volgarità nel linguaggio politico internazionale.
Secondo Lotti, gli attacchi verbali rivolti al Pontefice sono il sintomo di una rassegnazione pericolosa verso la violenza. Non si tratta solo di difendere una figura religiosa, ma di opporsi a una modalità comunicativa che genera panico e instabilità globale. Il messaggio lanciato dalla marcia è chiaro: è inaccettabile che il dibattito pubblico sia dominato da insulti che seminano orrore tra la popolazione civile.
Un percorso educativo ispirato a San Francesco
Il cuore dell'iniziativa risiede nel progetto "Io cambio", nato per celebrare l'ottavo centenario del patrono d'Italia. La partecipazione ha coinvolto ragazzi dai 4 ai 18 anni provenienti da 14 regioni italiane, con l'obiettivo di eradicare ogni elemento bellico dalla quotidianità. San Francesco rimane la figura centrale di questo cambiamento, offrendo un modello storico di trasformazione personale e civile che i giovani possono seguire.
Il programma pedagogico, attivo dal 2013, si articola su tre pilastri fondamentali:
Conoscenza storica: studio della vita del Santo e delle sue pratiche di mediazione.
Esperienza comunitaria: applicazione dei valori di fraternità nei contesti locali.
Azione responsabile: assunzione di impegni concreti per influenzare positivamente la società.
Il ruolo istituzionale per la pace ad Assisi
L'assemblea plenaria in piazza San Francesco ha visto l'intervento di autorità religiose e civili, tra cui monsignor Felice Accrocca e la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Le istituzioni hanno ribadito la necessità di investire sulle nuove generazioni affinché diventino costruttori di una società più equa.
L'auspicio degli organizzatori è che questo modello educativo, che integra i valori della Costituzione italiana e della Dichiarazione universale dei diritti umani, possa essere adottato stabilmente dal sistema scolastico e universitario nazionale. Una scuola laica che abbraccia la pedagogia della pace può offrire strumenti preziosi per la crescita di cittadini consapevoli e liberi.