Nuova direttiva sull'accreditamento degli enti di formazione: i dubbi di DIRIGENTISCUOLA

L’amministrazione introduce nuove regole per l'accreditamento degli enti di formazione dedicato alla formazione in servizio del personale scolastico.

18 aprile 2026 13:00
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Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha presentato l’informativa sulla nuova direttiva riguardante l'accreditamento degli enti di formazione. Il provvedimento disciplina la formazione in servizio del personale scolastico, introducendo requisiti inediti che puntano a elevare la qualità dei percorsi formativi, pur generando diverse perplessità operative tra i soggetti coinvolti.

Nuovi requisiti per l'accreditamento degli enti di formazione

La revisione normativa modifica profondamente i criteri di accesso per i soggetti che intendono erogare corsi al personale della scuola. Le principali novità introdotte riguardano la semplificazione dei requisiti di accesso geografico e l’annullamento dei riconoscimenti storici. In particolare:

  • Rimozione del vincolo territoriale: non è più richiesta l'esperienza quinquennale pregressa maturata in almeno tre diverse regioni.

  • Obbligo di nuova istanza: viene eliminato il riconoscimento automatico. Anche gli enti già accreditati presso il Ministero dovranno presentare una domanda ex-novo per non perdere la propria qualifica.

Oltre a questi aspetti, la piattaforma SOFIA sarà aggiornata con nuove modalità operative per facilitare il riconoscimento dei singoli corsi erogati.

Le criticità procedurali e il rischio burocratico

Nonostante la condivisione degli obiettivi di qualificazione del sistema, le associazioni di categoria hanno espresso forti preoccupazioni sulla gestione della transizione. Il punto più controverso riguarda la necessità di sottoporre enti con un'esperienza decennale a nuove e complesse procedure amministrative.

Secondo gli esperti del settore, non è funzionale disperdere il patrimonio di competenze già acquisito. Sarebbe stato preferibile consentire un semplice aggiornamento dei requisiti tecnici, logistici ed economico-finanziari, piuttosto che imporre una candidatura integrale che appesantisce inutilmente gli uffici e le strutture.

Il limite dei formatori con profilo accademico

Un ulteriore elemento di discussione è il vincolo che impone la presenza di almeno il 30% di formatori con esperienza universitaria triennale. Questa disposizione appare in contrasto con le recenti esperienze di successo legate ai progetti PNRR. In tali contesti, l'apporto di esperti provenienti dal mondo operativo e professionale ha garantito una ricaduta pratica superiore rispetto a un approccio puramente teorico o accademico.

Tempi ristretti per gli adempimenti

La scadenza fissata al 30 maggio per la presentazione delle nuove domande è considerata eccessivamente vicina rispetto alla mole di documenti richiesti. La necessità di un confronto serrato con l'amministrazione resta prioritaria per ottenere modifiche che rendano le procedure più fluide e coerenti con le reali esigenze delle istituzioni scolastiche.

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