Nuovo aumento prezzi sigarette: scattano i rincari per Camel e marchi JTI

Da domani i listini dei Monopoli si aggiornano con rialzi fino a 30 centesimi a pacchetto. Coinvolto il secondo operatore del mercato dopo Philip Morris.

13 febbraio 2026 18:00
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Nuova stangata in arrivo per i consumatori di tabacco lavorato. Dopo i ritocchi registrati a metà gennaio, diventa operativo il secondo blocco relativo all'aumento prezzi sigarette che interesserà, in particolare, i prodotti del gruppo JTI. Da domani mattina acquistare un pacchetto di "bionde" costerà sensibilmente di più.

La seconda ondata di rincari: tocca a Japan Tobacco International

Non c'è tregua per le tasche dei fumatori italiani. Come confermato da diversi operatori del settore e dai rivenditori autorizzati, a partire da domani mattina diverrà effettiva la seconda tranche di adeguamento dei listini. Se la prima fase aveva interessato principalmente il leader di mercato, questa volta l'attenzione si sposta su JTI (Japan Tobacco International), il secondo player per importanza nel panorama nazionale.

La dinamica è conseguenza diretta della Legge di Bilancio, che ha rivisto al rialzo la componente fiscale sulle accise dei tabacchi. I tabaccai si stanno preparando ad aggiornare i prezzi sui terminali: la modifica dei costi al pubblico non è una scelta arbitraria del rivenditore, ma un atto amministrativo sancito dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che pubblicherà ufficialmente i nuovi tariffari nelle prossime ore.

Aumento prezzi sigarette: quanto costeranno le Camel

L'impatto economico sarà tangibile e immediato. Tra i marchi più noti coinvolti in questa spirale inflattiva spicca Camel, uno dei brand più venduti della scuderia JTI. Le stime, basate sulle comunicazioni preliminari giunte alle rivendite, indicano un rialzo netto di 30 centesimi per confezione.

Nello specifico, un pacchetto di Camel Light (nella variante rigida, tradizionalmente più costosa rispetto al pacchetto morbido) passerà dagli attuali 6,00 euro alla nuova soglia di 6,30 euro. Non si tratta di un caso isolato: sebbene l'elenco completo sarà visibile solo dopo l'aggiornamento dei sistemi telematici dei Monopoli, è ragionevole attendersi che l'adeguamento coinvolga l'intera gamma di prodotti del gruppo, inclusi altri marchi distribuiti dalla multinazionale in Italia.

Il precedente di gennaio e il mercato del tabacco riscaldato

Il rincaro odierno si inserisce in un quadro già delineato lo scorso 16 gennaio, data che ha segnato l'inizio di questa parabola ascendente dei prezzi. In quell'occasione, a muoversi per prima era stata la Philip Morris, portando le Marlboro (Gold pacchetto rigido) da 6,50 a 6,80 euro.

È interessante notare come la scure dei rincari si sia abbattuta in modo trasversale anche sul tabacco trinciato e sui sigari, lasciando però momentaneamente intatto il segmento del tabacco riscaldato. Prodotti di nuova generazione come le Terea non hanno subito, nella precedente tornata, variazioni di prezzo, evidenziando una strategia commerciale e fiscale differenziata che tende, almeno per ora, a non penalizzare eccessivamente le alternative alla sigaretta tradizionale combusta.

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