Nuovo diploma Maturità 2026: come cambia il certificato finale
Il Ministero dell'Istruzione aggiorna il formato della pergamena per la Maturità 2026. Novità essenziali per favorire il riconoscimento in Europa.
Con la pubblicazione del Decreto Ministeriale n. 3, prende forma il restyling della certificazione per la Maturità 2026. Il provvedimento introduce un attestato aggiornato per facilitare la mobilità studentesca comunitaria, riportando voto e indirizzo specifico fin dal prossimo giugno.
Le direttive del Ministero per la Maturità 2026
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha recentemente formalizzato un'importante transizione burocratica attraverso il Decreto Ministeriale n. 3, siglato lo scorso 9 gennaio 2026. Chi vive quotidianamente le dinamiche delle segreterie scolastiche sa quanto ogni minima variazione documentale impatti sull'organizzazione del fine anno. Questa volta, l'intervento normativo si concentra esclusivamente sulle funzionalità pratiche della pergamena conclusiva del secondo ciclo di istruzione, delineando le caratteristiche formali del documento che migliaia di studenti riceveranno a seguito del superamento dell'Esame di Stato.
Cosa attesta il nuovo modello di diploma
Dal punto di vista prettamente operativo, l'aggiornamento non stravolge la natura giuridica del titolo, ma ne ottimizza l'immediatezza informativa. Secondo le disposizioni vigenti, il certificato ufficiale rilasciato ai candidati dovrà obbligatoriamente attestare due elementi cardine:
l’indirizzo del corso di studi;
il punteggio ottenuto dal candidato.
La struttura visiva e contenutistica esatta è fedelmente riprodotta nell'Allegato A, un documento tecnico che costituisce, a tutti gli effetti di legge, parte inscindibile del testo ministeriale originario.
Integrazione e mobilità nell'Unione europea
Una delle ragioni fondamentali che ha spinto il dicastero di Viale Trastevere a rivedere il format cartaceo risiede nella crescente necessità di internazionalizzazione. Negli ultimi decenni, osservando l'iter dei neodiplomati verso percorsi universitari all'estero, è emersa chiaramente l'urgenza di standardizzare i fascicoli accademici italiani. Il restyling grafico è stato concepito, infatti, per allinearsi ai parametri comunitari, garantendo una più agevole circolazione e una più rapida validazione dei titoli di studio all'interno dell'Unione europea, attenuando gli ostacoli burocratici o le incomprensioni legate alla traduzione degli ordinamenti.
Tempistiche di applicazione del provvedimento
Per quanto concerne l'orizzonte temporale, il legislatore ha evitato qualsiasi ambiguità normativa. L'articolo 2 del decreto, rubricato esplicitamente "Applicazione e implementazione del modello", stabilisce una decorrenza immediata. Le amministrazioni degli istituti superiori dovranno adottare la nuova modulistica in concomitanza con le stampe di fine anno scolastico 2025/2026. Di conseguenza, i maturandi dell'imminente sessione estiva saranno i primi a inaugurare l'acquisizione di questo formato europeo rinnovato.