Oderzo, compaiono le svastiche in Piazza Rizzo: la condanna del CNDDU

Il Coordinamento Docenti interviene sulle svastiche apparse in piazza Rizzo: un segnale preoccupante di vuoto educativo.

A cura di Scuolalink Scuolalink
13 gennaio 2026 08:30
Oderzo, compaiono le svastiche in Piazza Rizzo: la condanna del CNDDU - Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani
Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani
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L'apparizione di svastiche sui muri di Oderzo non è solo vandalismo. Il CNDDU denuncia questo atto come sintomo di un allarmante vuoto culturale che richiede una risposta educativa urgente per difendere la memoria storica e la coscienza civile della comunità.

Oderzo in provincia di Treviso, svastiche sui muri di piazza Rizzo: un atto vandalico che interroga la coscienza civile ed educativa

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda preoccupazione e ferma condanna per le svastiche comparse sui muri del condominio Monticano e di altri edifici di piazza Rizzo, nel centro di Oderzo. Non si tratta soltanto di un episodio di vandalismo urbano, ma di un segnale che interpella in modo diretto la coscienza civile, democratica ed educativa della comunità.

Che l’azione sia riconducibile a gruppi con simpatie neonaziste o, come ipotizzato, a giovani che agiscono senza reale consapevolezza del significato del simbolo tracciato, la gravità dell’atto resta immutata. La svastica, pur avendo origini antichissime, è oggi indissolubilmente associata a un passato di persecuzioni, stermini e negazione sistematica dei diritti fondamentali. Tracciarla sui muri di una città significa riattivare, anche inconsapevolmente, una memoria di morte e dolore che non può e non deve essere banalizzata.

Il CNDDU ritiene che il punto centrale non sia solo l’individuazione dei responsabili – obiettivo legittimo anche grazie alla presenza delle telecamere nella zona – ma la riflessione sul vuoto culturale e valoriale che consente a simili gesti di manifestarsi. Quando un simbolo dell’odio viene ridotto a semplice scarabocchio, siamo di fronte a un fallimento educativo che precede e supera la dimensione penale del fatto.

La banalizzazione dell’orrore rappresenta una delle forme più insidiose di violenza simbolica. Disegnare una svastica “per gioco” significa normalizzare l’odio, svuotare la memoria storica e rendere accettabile ciò che è radicalmente incompatibile con i principi di una società fondata sul rispetto della dignità umana.

Per questo ribadiamo con forza il ruolo imprescindibile della scuola e dell’educazione ai Diritti Umani come presidio di consapevolezza, responsabilità e cittadinanza attiva. È necessario rafforzare percorsi educativi che aiutino le giovani generazioni a comprendere il peso dei simboli, il valore della memoria e il rispetto dei beni comuni e delle persone. Non basta condannare il gesto: occorre trasformarlo in occasione di riflessione collettiva.

Invitiamo le istituzioni, le comunità educanti, le famiglie e i cittadini a non liquidare l’accaduto come una semplice bravata. I muri possono essere ripuliti; più difficile è sanare le ferite che si aprono nel tessuto democratico quando l’ignoranza e l’indifferenza lasciano spazio all’odio.

Difendere i Diritti Umani significa anche questo: vigilare sui segni, anche apparentemente marginali, che minacciano la memoria storica, la convivenza civile e la dignità di tutti. Ogni svastica tracciata senza coscienza è un monito che non possiamo permetterci di ignorare.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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