Olimpiadi: Azione Sondrio contraria alla didattica a distanza

Per Azione il diritto allo studio è sacro: no alla didattica a distanza durante i Giochi. Proposto smart working per ridurre il traffico.

A cura di Scuolalink Scuolalink
23 gennaio 2026 18:30
Olimpiadi: Azione Sondrio contraria alla didattica a distanza - Carlo Bordoni
Carlo Bordoni
Condividi

Il gruppo Azione si oppone fermamente all'ipotesi di utilizzare la didattica a distanza in Valtellina durante i giochi invernali. La priorità deve essere garantire la scuola in presenza, gestendo i flussi di traffico attraverso lo smart working e non penalizzando gli studenti.

Azione: 'Fortemente contrari alla didattica a distanza durante le olimpiadi'

Azione è fortemente contraria all’utilizzo della didattica a distanza durante il periodo delle olimpiadi in Valtellina perché il diritto all’istruzione dei ragazzi è un diritto sacrosanto dal quale non si può prescindere. Inoltre la scuola ha una funzione sociale molto importante e inoltre in un territorio come la valtellina è un luogo anche di socialità perché sappiamo quanti ragazzi vivono distanti dalla scuola e da luoghi di socialità.

In questo contesto dobbiamo fare di tutto affinché la gestione del traffico, complicata anche per la mancata realizzazione di opere fondamentali per gestire il flusso per le Olimpiadi, non ricada sugli studenti. La soluzione deve essere quella di concordare il lavoro da casa con tutti i datori di lavoro valtellinesi di quei lavori che si possono fare a distanza di modo da eliminare una parte importante di pendolari.

Carlo Bordoni, Responsabile Provinciale di Azione Sondrio, dichiara: “Azione non può che schierarsi dalla parte degli studenti perché hanno diritto ad andare a scuola in presenza. In un contesto dove sempre più spesso i ragazzi stanno sui social e meno in compagnia, in un contesto dove molti ragazzi valtellinesi abitano in centri abitati piccoli e per i quali andare a scuola significa anche socializzare dobbiamo garantire che i provvedimenti per togliere persone dalle strade non abbiano l’effetto di non mandare a scuola gli studenti.

Possiamo ad esempio cambiare gli orari di entrata e/o di uscita in base alle previsioni dei flussi però addirittura non farli andare a scuola non va bene. La didattica a distanza è stata usata in un periodo estremamente emergenziale ma non deve essere una prassi per gestire le emergenze. Piuttosto parliamo con i datori di lavoro per far lavorare chi può da casa e gestiamo gli orari di ingresso e/o di uscita dalle scuole in base ai flussi previsti di persone”.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail