Organici docenti 2026/27: decreto e mobilità a rischio slittamento

La proroga delle iscrizioni incide sulle tempistiche degli organici docenti 2026/27. Decreto atteso per fine aprile, trasferimenti a maggio.

13 febbraio 2026 08:15
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Il differimento delle iscrizioni al 21 febbraio impatta sulla definizione degli organici docenti 2026/2027. L'elaborazione dei dati partirà a fine mese, spostando in avanti il decreto interministeriale e la pubblicazione degli esiti della mobilità territoriale.

L'effetto domino della proroga sulle procedure amministrative

La recente determinazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) di posticipare la chiusura delle iscrizioni scolastiche dal 14 al 21 febbraio 2026 ha innescato una reazione a catena che rischia di compromettere la tabella di marcia per l'avvio del prossimo anno scolastico. Chi vive quotidianamente la realtà delle segreterie scolastiche sa bene che una settimana di ritardo in questa fase cruciale non è indolore: l'elaborazione dei dati per la formazione delle classi prime potrà iniziare concretamente solo da lunedì 23 febbraio. Di conseguenza, la trasmissione dei numeri definitivi agli Uffici Scolastici Territoriali slitterà inevitabilmente al mese di marzo. Questo ritardo tecnico influisce direttamente sulla tempistica di emanazione del decreto interministeriale, necessario per definire la consistenza numerica delle cattedre disponibili a livello nazionale.

Organici docenti 2026/2027: il passaggio dalla triennalità alla gestione annuale

Sotto il profilo strettamente normativo, lo scenario per il prossimo anno scolastico appare profondamente mutato rispetto al passato. La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una modifica sostanziale all'articolo 1, comma 64, della Legge 107/2015 (la cosiddetta Buona Scuola), scardinando il principio della programmazione triennale. D'ora in avanti, l'organico dell’autonomia — che comprende sia i posti comuni che quelli di sostegno — sarà determinato con cadenza esclusivamente annuale, vincolato alle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Questa novità, sancita dal comma 520 della manovra finanziaria, elimina la stabilità pluriennale che aveva caratterizzato la gestione delle risorse umane nell'ultimo decennio. Un dettaglio tecnico non trascurabile riguarda i posti di potenziamento: la nuova normativa prevede che eventuali riduzioni di contingente possano essere applicate senza la necessità preventiva di monitorare il numero delle classi o i posti complessivi in organico, semplificando i tagli ma aumentando l'incertezza per il personale precario e di ruolo.

Tagli al personale ATA e previsioni sul decreto interministeriale

Le ripercussioni dei ritardi e delle nuove norme investono pesantemente anche il personale ATA, per il quale è già stata programmata una riduzione di 2.174 unità. Anche per i collaboratori scolastici e gli assistenti amministrativi, a decorrere dall'anno scolastico 2026/2027, la dotazione organica abbandona la logica triennale per abbracciare quella annuale.

Alla luce di queste variabili, è realistico ipotizzare che lo schema di decreto, firmato di concerto tra il MIM e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), non vedrà la luce prima della fine di aprile, con il rischio concreto di uno slittamento ai primi giorni di maggio 2026. Tale ritardo si rifletterà sulle operazioni di mobilità d’ufficio per i soprannumerari e sugli esiti generali dei trasferimenti, la cui pubblicazione, rispetto agli anni precedenti, potrebbe essere posticipata fino alla metà di maggio.

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