Parma, bimbo salvato a scuola: l'intervento in videochiamata

Una maestra, guidata dal 118, ha rianimato l'alunno di 7 anni che rischiava di soffocare per un boccone andato di traverso.

04 febbraio 2026 15:00
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Ambulanza
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A Parma, un bimbo salvato a scuola grazie alla freddezza di una docente e alla tecnologia. Guidata in videochiamata dagli operatori del 118, l'insegnante ha liberato le vie aeree dell'alunno di 7 anni, ora ricoverato in terapia intensiva ma con segnali di ripresa.

La dinamica dell'incidente e l'allarme immediato

Attimi di terrore si sono consumati poco prima delle ore 13:00 in un istituto scolastico di Parma, quando la routine della pausa pranzo si è trasformata in un'emergenza sanitaria critica. Un alunno di soli 7 anni ha improvvisamente accusato una grave crisi respiratoria causata dall'ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo, nello specifico un boccone di cibo ingerito scorrettamente.

La situazione è precipitata in pochi istanti, rendendo evidente la gravità dell'accaduto al personale scolastico presente. Le insegnanti, di fronte al quadro di soffocamento, hanno attivato tempestivamente la catena dei soccorsi contattando la Centrale Operativa del 118. La prontezza nel lanciare l'allarme si è rivelata il primo anello fondamentale per la sopravvivenza del piccolo, permettendo ai sanitari di prendere in carico la gestione dell'evento ancor prima dell'arrivo dell'ambulanza sul posto.

Bimbo salvato a scuola: il ruolo decisivo della videochiamata

Ciò che ha fatto la differenza tra la vita e la morte in questo frangente è stata l'applicazione delle moderne procedure di telemedicina d'emergenza. Gli operatori del 11ro non si sono limitati all'invio dei mezzi di soccorso, ma hanno attivato una videochiamata con il telefono dell'insegnante. Questa procedura, sempre più diffusa nei protocolli di soccorso avanzato, ha trasformato la docente nelle "mani" del medico rianimatore presente in centrale.

Sotto la guida visiva e vocale dei sanitari, la maestra ha vinto la comprensibile agitazione ed ha eseguito le manovre salvavita necessarie. Secondo le ricostruzioni, le operazioni hanno incluso manovre di disostruzione e, data la criticità evolutiva del quadro ipossico, anche il massaggio cardiaco. La precisione delle indicazioni fornite da remoto ha permesso al bambino di espellere il bolo alimentare che ostruiva la trachea, consentendogli di riprendere una respirazione autonoma, seppur faticosa, proprio mentre l'equipe medica giungeva nell'istituto.

Il ricovero in terapia intensiva e il quadro clinico attuale

Una volta stabilizzato sul posto grazie all'intervento "guidiato" della docente, il bambino è stato preso in carico dal personale sanitario dell'ambulanza e trasportato d'urgenza in ospedale. Attualmente, il piccolo paziente si trova ricoverato nel reparto di terapia intensiva pediatrica dell'Ospedale di Parma.

I medici mantengono la prognosi riservata, una prassi doverosa in casi di ipossia prolungata, per monitorare eventuali conseguenze neurologiche o respiratorie secondarie. Tuttavia, filtrano notizie moderatamente rassicuranti: il quadro clinico, pur nella sua delicatezza, presenterebbe incoraggianti segnali di miglioramento. L'alunno resta sotto stretta osservazione medica, ma l'intervento tempestivo a scuola ha scongiurato l'esito più infausto, dimostrando l'importanza vitale della formazione al primo soccorso e dell'uso della tecnologia nelle emergenze.

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