PEI e inclusione: ecco perché la scuola non può tagliare le ore di sostegno
La sentenza del tribunale di Napoli stabilisce che il PEI obbliga la scuola a garantire il numero di ore di sostegno previsto dal GLO.
Una recente decisione del tribunale ha riaffermato l’importanza del PEI come documento imprescindibile per la tutela degli alunni disabili. La magistratura ha chiarito che l'amministrazione non può ridurre le ore di sostegno stabilite dai tecnici e dai docenti, poiché tale comportamento costituisce una forma di discriminazione indiretta verso il minore.
Il caso del minore con disturbi del comportamento
La vicenda - così come riportata dalla testata Orizzontescuola - riguarda un alunno della scuola secondaria di primo grado affetto da disturbo oppositivo provocatorio (DOP). Nel novembre 2025, il Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione (GLO) aveva redatto il PEI per l'anno scolastico successivo, quantificando in 37 ore settimanali il supporto necessario per coprire l’intero orario scolastico.
Nonostante la valutazione tecnica, il Dirigente Scolastico aveva decretato l’assegnazione di sole 22 ore, motivando la scelta con la carenza di risorse. La famiglia ha quindi presentato un ricorso d'urgenza per ottenere il ripristino del monte ore originario e la cessazione della condotta discriminatoria.
La decisione del tribunale sulle ore di sostegno
Con la sentenza 4472/2026, depositata l'11 aprile, il giudice ha accolto la richiesta dei genitori. La motivazione cardine risiede nel fatto che la riduzione arbitraria delle ore di supporto lede il diritto all'istruzione e all'integrazione del bambino, creando una disparità rispetto agli studenti senza disabilità.
Il magistrato ha evidenziato che la perdita di ore didattiche rappresenta un danno grave e irreparabile, poiché il tempo scolastico non fruito correttamente non è recuperabile in futuro.
La natura vincolante del piano educativo individualizzato (PEI)
Il giudice ha ribadito che il PEI non è un documento programmatico opzionale, ma un atto che vincola l'amministrazione. Citando l'orientamento della Corte di Cassazione, è stato sottolineato che:
Il numero di ore stabilito nel piano deve essere garantito integralmente.
L'amministrazione non ha potere discrezionale nel ridurre il supporto per ragioni di bilancio.
La mancanza di risorse non giustifica la violazione dei diritti degli alunni disabili.
Risarcimento del danno e risvolti legali
Sebbene il tribunale abbia ordinato l'assegnazione immediata delle 37 ore, la richiesta di risarcimento del danno non patrimoniale è stata momentaneamente respinta. Il giudice ha spiegato che, nel rito d'urgenza (ex art. 700 c.p.c.), non è possibile quantificare un danno economico complesso, rimandando la questione a un giudizio ordinario.
In conclusione, la scuola è ora obbligata ad adottare ogni misura organizzativa per reperire il personale necessario, mentre le spese legali sono state parzialmente poste a carico delle amministrazioni resistenti.