Pensione anticipata per i caregiver familiari: basta diritti simbolici e misure costruite per pochi
Genova Inclusiva analizza la proposta sulla pensione anticipata per il Caregiver familiare chiedendo tutele vere e non simboliche.
Il dibattito sulla pensione anticipata per il Caregiver familiare è cruciale per il welfare. Genova Inclusiva sostiene la proposta ma teme criteri restrittivi. Serve una riforma che garantisca diritti concreti, evitando misure parziali che escludono la maggioranza degli aventi diritto.
Sostegno critico alla proposta in Commissione Lavoro
Genova Inclusiva esprime sostegno, pur con alcune perplessità, alla proposta all’esame della XI Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sulla pensione anticipata per i caregiver familiari, che prevede l’uscita dal lavoro senza penalizzazioni dopo 20 anni di attività di cura, oppure con 30 anni di contributi o al compimento dei 60 anni di età.
Il percorso legislativo incompiuto
La proposta si inserisce in un percorso legislativo già avviato e mai completato. In particolare, richiama i disegni di legge sul caregiver familiare presentati nelle ultime legislature, tra cui:
il DDL S. 1461 (XVIII Legislatura) e i testi unificati successivi;
il DDL C. 1752 e abbinate (XIX Legislatura), sostenuti anche dall’attuale Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, comunemente indicati come “legge caregiver – Locatelli”.
Il Fondo caregiver e le sue criticità: numeri che parlano chiaro
A questo quadro si affianca il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e assistenza del caregiver familiare, istituito dall’art. 1, comma 255, della Legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Legge di Bilancio 2021). Un fondo che, nei fatti, ha prodotto misure fortemente selettive e non universali.
Oggi il contributo economico per i caregiver, pari a circa 400 euro mensili, raggiunge poco più di 48.000 persone sull’intero territorio nazionale, a fronte di oltre 7 milioni di caregiver familiari. L’accesso è infatti limitato a criteri estremamente restrittivi: ISEE fino a 15.000 euro e redditi personali intorno ai 3.000 euro annui, escludendo di fatto la stragrande maggioranza degli aventi diritto.
Il rischio di una pensione anticipata solo simbolica: norme vigenti e limiti strutturali
Genova Inclusiva denuncia il rischio concreto che anche la pensione anticipata per i caregiver venga svuotata allo stesso modo, attraverso paletti proibitivi, soglie economiche rigide e criteri selettivi, utili solo a dimostrare che “qualcosa si è fatto”, mentre ancora una volta si antepone il bilancio al diritto.
Le norme vigenti – dalla Legge 104/1992 al D.lgs. 151/2001, fino all’APE Sociale (art. 1, commi 179 e seguenti, Legge 232/2016) – dimostrano che interventi parziali, temporanei e condizionati non risolvono la condizione strutturale dei caregiver familiari, né compensano le carriere contributive spezzate dal lavoro di cura.
Richiamo alla Costituzione e appello al Parlamento
La proposta oggi in discussione deve invece dare piena attuazione agli articoli 2, 3, 32 e 38 della Costituzione, garantendo una tutela previdenziale reale, ampia e non simbolica, senza trasformare anche la pensione anticipata in un diritto riservato a pochissimi.
Genova Inclusiva chiede al Parlamento di non ripetere gli errori già commessi:
nessuna legge-bandiera, nessuna misura per pochi, nessun diritto subordinato esclusivamente ai vincoli di bilancio.
Il lavoro di cura è un pilastro del welfare italiano. Riconoscerlo davvero significa garantire diritti, non elemosine.
Il portavoce di Genova Inclusiva, Marco Macrì