Percorsi abilitanti 2025/26: vincoli su domanda ed eccedenze [Chiarimenti]
Il decreto conferma l'obbligo di candidatura in una sola Università per i Percorsi abilitanti 2025/26 e i criteri di accesso per titoli.
Il Ministero dell'Istruzione ha pubblicato il DM 138, definendo le regole per i Percorsi abilitanti 2025/26. Viene ribadito il vincolo di presentazione della domanda in un unico Ateneo per classe di concorso e la selezione per titoli in caso di esubero.
Vincoli territoriali e strategie di candidatura
La macchina organizzativa per la formazione dei nuovi docenti non si ferma e, con la pubblicazione del DM n. 138 del 27 gennaio 2026, il Ministero dell'Università e della Ricerca ha tracciato il perimetro normativo per il terzo ciclo formativo. Un punto cruciale, sancito dall'articolo 3 del decreto, riguarda la limitazione delle opzioni a disposizione degli aspiranti insegnanti: è stata infatti confermata la regola che impone di presentare l'istanza di partecipazione per una specifica classe di concorso presso una sola Istituzione universitaria o accademica.
Non si tratta di una mera formalità burocratica, ma di una disposizione che richiede ai candidati una valutazione strategica attenta. La scelta dell'Ateneo non dipenderà solo dalla vicinanza geografica, ma dovrà tenere conto della potenziale concorrenza, dato che non sarà possibile "tentare la sorte" su più tavoli per la stessa materia. Questo vincolo mira a razionalizzare le procedure di iscrizione ed evitare il fenomeno delle graduatorie "fantasma", garantendo che i posti autorizzati vengano coperti in modo efficiente e tempestivo.
Meccanismi di selezione in caso di sovrannumero
Uno degli aspetti più delicati del nuovo decreto riguarda la gestione delle eccedenze. Cosa accade se le domande superano l'offerta formativa autorizzata dal Ministero? Il testo normativo esclude procedure concorsuali basate su test d'ingresso, affidandosi esclusivamente a una selezione per titoli. Per i candidati che accedono ai percorsi standard da 60 CFU, la graduatoria verrà stilata seguendo rigorosamente la tabella di valutazione contenuta nell'allegato B.
La situazione si articola ulteriormente per le categorie protette e i percorsi ridotti. Qualora si verifichi un esubero nelle domande relative alla riserva di posti, o per quanto concerne i percorsi da 30 CFU destinati ai triennalisti (come specificato nell'allegato 2), il riferimento normativo cambia. In questi frangenti, i criteri di accesso e punteggio saranno quelli dettati dall'allegato A del DM n. 137/2026. È fondamentale che i docenti verifichino con precisione il proprio punteggio derivante da servizi pregressi e titoli culturali, poiché sarà l'unico discriminante per l'accesso ai corsi.
Percorsi abilitanti 2025/26: continuità e rigore normativo
L'assetto definito per l'anno accademico 2025/2026 si pone in linea di continuità con la riforma del reclutamento docenti, consolidando un sistema che privilegia il merito documentabile e la specializzazione accademica. L'interazione tra il DM 138 e il precedente decreto ministeriale del 26 gennaio 2026 (prot. n. 137) crea un reticolato normativo complesso, dove ogni dettaglio può fare la differenza tra l'ammissione e l'esclusione.
Per gli aspiranti docenti, questo scenario implica la necessità di monitorare costantemente i bandi delle singole università, che dovranno recepire queste direttive ministeriali. La conferma della selezione per titoli, anziché per esami, sposta l'attenzione sulla valorizzazione del curriculum vitae, rendendo i percorsi abilitanti un traguardo raggiungibile principalmente attraverso la capitalizzazione delle esperienze formative e professionali già maturate.