Piano casa approvato alla Camera: regole, requisiti Isee e tetti previsti sugli affitti calmierati

Il Piano casa passa al Senato con lo stanziamento di un miliardo per case popolari, alloggi convenzionati e affitti più bassi.

23 giugno 2026 19:45
Piano casa approvato alla Camera: regole, requisiti Isee e tetti previsti sugli affitti calmierati -
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Il Piano casa ha ottenuto il via libera della Camera e ora attende l'ultimo passaggio al Senato. Il provvedimento mette sul piatto risorse importanti per le case popolari, per l'edilizia convenzionata e per chi fatica a pagare un affitto ai prezzi di mercato. Vediamo punto per punto le misure previste e chi potrà beneficiarne.

Il voto alla Camera e i prossimi passaggi

Il testo è stato approvato con 165 voti a favore, 117 contrari e cinque astenuti. Ora il provvedimento passa al Senato, che dovrà convertirlo in legge entro il 6 luglio. Visti i tempi stretti, è quasi certo che il contenuto non subirà altre modifiche. Nel complesso viene stanziato circa un miliardo di euro, diviso tra interventi per le case popolari e fondi per l'edilizia sociale convenzionata, pensata per chi non rientra nei requisiti delle case popolari ma non riesce comunque ad affrontare i costi di un'abitazione.

Sessantamila case popolari da rimettere a norma

Una delle novità più rilevanti riguarda il recupero di circa 60mila case popolari. Sono alloggi oggi inutilizzabili perché, per la scarsa manutenzione, non rispettano le norme di sicurezza. L'obiettivo dichiarato dal ministro Matteo Salvini è ambizioso: completare i lavori nel giro di un anno. Per finanziarli nasce il Fondo housing coesione, con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro che potrà attingere a stanziamenti pubblici, progetti ed iniziative europee. È prevista anche la possibilità, a certe condizioni, di acquistare l'alloggio in cui si vive già.

Affitti calmierati nel Piano casa per la zona grigia

Molte misure ruotano attorno alla cosiddetta «zona grigia», definita così da Giorgia Meloni: chi non ha i requisiti per le case popolari ma non può permettersi il mercato libero. Per loro nasce l'edilizia sociale convenzionata, con un affitto più alto rispetto alle popolari ma con un tetto inferiore ai prezzi di mercato. I requisiti per accedervi sono precisi:

  • avere un Isee superiore ai 20mila euro, soglia prevista per le case popolari;

  • dimostrare che il mercato assorbirebbe oltre il 30% del proprio reddito;

  • avere un reddito non superiore a cinque volte il canone annuale.

Con le modifiche parlamentari potranno accedervi anche i dipendenti pubblici, tra cui insegnanti, personale sanitario e forze di polizia.

Le agevolazioni per i costruttori

Per spingere l'edilizia convenzionata arrivano semplificazioni rivolte a chi costruisce. Chi investe oltre un miliardo di euro in un progetto otterrà iter più rapidi e sconti sulle procedure amministrative. Si parla soprattutto di progetti urbanistici misti, dove gli immobili comprendono in tutto o in parte alloggi destinati all'affitto. Il decreto fissa una regola chiara: almeno il 70% degli alloggi dovrà essere venduto o affittato a prezzi ridotti, il 33% in meno rispetto alla media di zona. Questi prezzi calmierati dovranno restare tali per almeno 30 anni dalla costruzione, garantendo stabilità a lungo termine alle famiglie.

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