Polemica a Chioggia: canzone neofascista a scuola per il Giorno del Ricordo
Il Ministero avvia accertamenti sul brano della Compagnia dell'Anello intonato dagli studenti, il sindaco difende l'esibizione parlando di memoria.
Tensione all'Istituto Sottomarina Nord per l'esecuzione di un brano legato all'estrema destra. Il Ministero definisce grave l'episodio della canzone neofascista a scuola a Chioggia, mentre la politica locale si divide sull'opportunità della scelta didattica e sul rispetto della Costituzione.
Il caso del brano "Di là dall'acqua" nelle celebrazioni scolastiche
Quello che doveva essere un momento di raccoglimento istituzionale si è trasformato in un caso politico nazionale. Durante le celebrazioni del 10 febbraio a Chioggia, un coro di studenti dell'Istituto comprensivo Sottomarina Nord ha eseguito il brano "Di là dall'acqua". La composizione appartiene al repertorio della Compagnia dell'Anello, formazione storica della musica alternativa di destra, spesso associata agli ambienti del neofascismo italiano.
Secondo le ricostruzioni, non si tratterebbe di un caso isolato: il brano sarebbe stato proposto per il secondo anno consecutivo, con tanto di testo stampato fornito ai ragazzi e sotto la direzione di una docente. La scelta di attingere a un repertorio musicale così politicamente connotato per una cerimonia pubblica, che dovrebbe unire la cittadinanza nel ricordo delle vittime delle Foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, ha immediatamente sollevato dubbi sull'adeguatezza del percorso formativo proposto agli alunni.
L'intervento del Ministero sulla canzone neofascista a scuola
La reazione delle istituzioni centrali è stata rapida e severa. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha diramato una nota ufficiale in cui l'accaduto viene definito "grave". Viale Trastevere ha comunicato l'avvio immediato di una procedura ispettiva per acquisire dal Dirigente scolastico tutti i dettagli necessari a chiarire la dinamica dei fatti. L'obiettivo è accertare eventuali responsabilità riguardo a quello che il dicastero non ha esitato a definire un "gesto di propaganda neofascista".
Parallelamente, la CGIL Venezia ha denunciato l'episodio come un'inammissibile strumentalizzazione degli studenti. Il sindacato ha richiesto l'intervento dell'Ufficio scolastico regionale, ribadendo che la scuola pubblica deve rimanere un presidio di cultura democratica e pluralismo, impermeabile a simbologie incompatibili con i valori della Costituzione repubblicana. Nel contesto educativo, la selezione delle fonti e dei materiali artistici richiede una sensibilità che vada oltre la semplice assonanza tematica, evitando di legittimare, anche indirettamente, gruppi o ideologie estremiste.
La difesa del sindaco Armelao e lo scontro politico
Mentre a livello nazionale si valutano sanzioni, la politica locale offre una lettura diametralmente opposta. Il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, ha respinto le accuse al mittente, lodando l'esecuzione degli studenti e invitando a non offuscare il significato del Giorno del Ricordo. Per il primo cittadino, il testo della canzone rappresenta un "racconto poetico e doloroso" della sofferenza degli esuli, citando passaggi che evocano la fuga da Fiume e il dramma dello sradicamento.
Questa posizione ha però alimentato ulteriormente il dibattito. Il consigliere regionale del Partito Democratico, Jonatan Montanariello, ha annunciato un'interrogazione urgente rivolta all'assessora all'Istruzione del Veneto, Valeria Mantovan. La richiesta è chiara: ottenere una condanna formale dell'accaduto e capire quali misure la Regione intenda adottare per evitare che le aule scolastiche diventino terreno di propaganda nostalgica. La contrapposizione evidenzia quanto la gestione della memoria storica nelle scuole rimanga un tema delicatissimo, dove il confine tra rievocazione e militanza viene costantemente monitorato.