Polemica sul Ramadan a scuola: preside chiede di posticipare le verifiche
Il caso del Ramadan a scuola a Genova solleva il dibattito sull'autonomia dei docenti e l'inclusione degli studenti durante il mese di digiuno.
Una circolare sul Ramadan a scuola in un istituto di Genova invita i docenti a riprogrammare le prove per gli studenti musulmani. L'iniziativa per favorire l'inclusione ha scatenato le proteste dei professori, rendendo necessario l'intervento dell'Ufficio Scolastico Regionale ligure.
La circolare della discordia e la gestione del Ramadan a scuola
Un istituto superiore di Genova, che accoglie quotidianamente oltre 1.400 iscritti distribuiti tra percorsi liceali, tecnici, professionali e corsi serali, si è ritrovato al centro del dibattito educativo nazionale. La causa scatenante è da rintracciarsi in una nota interna firmata dalla dirigente scolastica, denominata esplicitamente “Ramadan, accorgimenti”. L'obiettivo dichiarato del documento era duplice: garantire il benessere psicofisico degli allievi musulmani e promuovere un clima concretamente inclusivo durante l'intero mese dedicato al digiuno rituale.
Le indicazioni ai docenti sulle valutazioni e l'educazione fisica
Entrando nel merito delle disposizioni, la presidenza ha invitato il corpo docente a modulare l'attività didattica. Nello specifico, si suggeriva di far slittare verifiche e interrogazioni a dopo la prima settimana del periodo sacro, collocandole preferibilmente nelle prime ore del mattino. Si chiedeva inoltre di evitare la somministrazione di test durante la veglia del ventisettesimo giorno e in concomitanza con le festività conclusive. Parallelamente, ai professori di scienze motorie veniva suggerito di valutare eventuali e temporanei esoneri dalla pratica sportiva.
La reazione del corpo docente e l'intervento dell'USR ligure
Interpretando la documentazione come un'ingerenza diretta nella propria autonomia professionale, una parte significativa dei professori ha inoltrato una segnalazione all'Ufficio Scolastico Regionale (USR) della Liguria. Il direttore generale dell'USR, Antimo Ponticiello, ha prontamente convocato la preside, chiarendo in seguito tramite una nota ufficiale che le misure non possedevano alcun carattere vincolante. La circolare è stata di fatto derubricata a semplice contenitore di consigli operativi, volti a favorire la personalizzazione dei percorsi formativi e a limitare il fenomeno della dispersione scolastica.
La posizione della presidenza sull'inclusione e il benessere
Nonostante le ispezioni e il clamore mediatico, la dirigente Pizzirani ha mantenuto ferma la propria posizione, difendendo le indicazioni fornite come un atto di buonsenso civico atto ad agevolare la presenza in classe e a prevenire un prevedibile assenteismo. La professoressa ha inoltre specificato che le raccomandazioni miravano soprattutto a proteggere il rendimento degli studenti iscritti ai corsi pomeridiani, statisticamente maggiormente esposti all'affaticamento cognitivo derivante dalla prolungata astensione dal cibo e dall'acqua.