Pordenone, CNDDU: minore in coma etilico prima della scuola

CNDDU: il caso di coma etilico richiede prevenzione urgente e sinergia tra scuola e famiglia

A cura di Redazione Redazione
31 gennaio 2026 09:00
Pordenone, CNDDU: minore in coma etilico prima della scuola - Bicchieri pieni di alcol
Bicchieri pieni di alcol
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Un grave episodio di coma etilico a Pordenone scuote l'opinione pubblica e il mondo della scuola. Un quindicenne è stato soccorso in stato di incoscienza prima di entrare in classe. Il CNDDU denuncia la mancanza di vigilanza e chiede interventi strutturali urgenti per tutelare la salute dei giovani e prevenire tali situazioni di vulnerabilità.

Pordenone, minore in coma etilico prima di entrare a scuola

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani prende atto con grave preoccupazione dei fatti avvenuti a Pordenone, ove un minore di quindici anni è stato rinvenuto in stato di incoscienza a seguito dell’assunzione massiva di sostanze alcoliche, iniziata all’interno dell’abitazione familiare nelle prime ore del mattino e protrattasi sino al sopraggiungere del malore, prima dell’ingresso a scuola.

Tale episodio configura una situazione di oggettivo pregiudizio per il diritto alla salute e all’integrità psico-fisica del minore, diritti inviolabili tutelati dall’ordinamento nazionale e sovranazionale. Non può essere ricondotto a mera condotta occasionale o a devianza giovanile, bensì appare quale manifestazione di una condizione di vulnerabilità non adeguatamente intercettata, che impone una riflessione sulle responsabilità educative, genitoriali e istituzionali.

Il fatto che l’assunzione di alcol sia avvenuta in ambito domestico, in un arco temporale antecedente all’orario scolastico, evidenzia una zona di scopertura della tutela in cui il minore risulta, di fatto, privo di un’effettiva protezione. In tale contesto, il principio del superiore interesse del minore, sancito dalla normativa vigente, risulta compromesso, così come il dovere di vigilanza e di prevenzione dei comportamenti gravemente lesivi della salute.

Le dichiarazioni di chi opera quotidianamente nei servizi di emergenza, secondo cui situazioni analoghe non costituiscono più eventi eccezionali, delineano un quadro di assuefazione sociale al rischio, incompatibile con gli obblighi di prevenzione e di protezione posti a carico della collettività. La reiterazione di episodi di coma etilico in età minorile rappresenta un indice allarmante di fallimento delle politiche di tutela e di educazione alla salute.

Va tuttavia riconosciuto il comportamento responsabile dei coetanei del minore, dei cittadini intervenuti e degli operatori sanitari, che hanno agito nel rispetto dei protocolli di emergenza e con spirito di collaborazione, dando concreta attuazione ai doveri di solidarietà sociale. Tali condotte, pur meritorie, non possono supplire alle carenze strutturali di un sistema che interviene prevalentemente in fase emergenziale.

Il CNDDU ribadisce che la tutela dei diritti dei minori non può esaurirsi in interventi riparativi ex post, ma deve fondarsi su misure preventive, sistemiche e continuative, volte a garantire il diritto allo sviluppo armonico della personalità, alla protezione da condotte nocive e all’educazione alla legalità e alla salute.

La scuola, quale presidio costituzionalmente rilevante di formazione della persona, non può essere caricata di responsabilità esclusive né lasciata operare in isolamento. È necessario rafforzare il coordinamento tra istituzioni scolastiche, famiglie, servizi socio-sanitari e territorio, affinché il dovere di tutela trovi effettiva applicazione anche nei tempi e negli spazi che precedono l’ingresso in classe.

Un minore rinvenuto in stato di incoscienza prima dell’inizio delle attività scolastiche non rappresenta soltanto un fatto di cronaca, ma integra una criticità giuridica e sociale che interroga l’effettività delle garanzie poste a presidio dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’inerzia, in tali casi, rischia di configurarsi come una rinuncia collettiva alla funzione di protezione che l’ordinamento affida agli adulti e alle istituzioni.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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