Precariato scuola, Pittoni (Lega): dopo il PNRR priorità allo svuotamento delle graduatorie
Il precariato scuola resta al centro del confronto: nel dopo PNRR priorità a graduatorie, assunzioni stabili e revisione dei concorsi.
Il precariato scuola resta una delle questioni più delicate del sistema educativo italiano. Secondo Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della Commissione Cultura del Senato, dopo la fase legata al PNRR occorre puntare con decisione allo svuotamento delle graduatorie. La posizione critica riguarda soprattutto il ricorso continuo ai concorsi PNRR, considerati un ostacolo ai piani di assunzione necessari per dare stabilità ai docenti e al personale scolastico.
Precariato scuola e nodo delle graduatorie
Per Pittoni, chiedere nuovi concorsi e, allo stesso tempo, piani straordinari di assunzione rischia di essere una contraddizione. La riduzione del precariato, infatti, passerebbe prima di tutto dall’utilizzo delle graduatorie esistenti, dove sono presenti molti docenti con anni di servizio alle spalle. Il punto centrale è semplice: se si vogliono assumere più insegnanti in modo stabile, continuare a bandire selezioni annuali può rallentare lo scorrimento degli elenchi e mantenere migliaia di lavoratori in una condizione di incertezza, supplenza e instabilità.
Concorsi PNRR e assunzioni: il confronto politico
La critica riguarda i tre concorsi PNRR, concordati con Bruxelles nella precedente legislatura, che secondo Pittoni avrebbero impedito il pieno svuotamento delle graduatorie. Il problema non sarebbe solo numerico, ma anche organizzativo: procedure frequenti, selezioni rapide e criteri considerati poco aggiornati rischiano di non rispondere davvero alle esigenze della scuola. In particolare, viene contestato il peso dei test a crocette, degli orali e di valutazioni che non sempre misurano l’effettiva attitudine all’insegnamento, competenza ritenuta essenziale in classe.
Personale ATA e qualità della selezione
Il ragionamento viene esteso anche al personale ATA, spesso coinvolto in dinamiche simili tra graduatorie, supplenze e procedure di reclutamento. Secondo questa impostazione, la scuola avrebbe bisogno di un sistema più lineare: meno meccanismi ripetuti e più attenzione a chi lavora già negli istituti. La qualità non dipenderebbe solo dalla velocità delle selezioni, ma dalla capacità di riconoscere esperienza, continuità e professionalità. Per questo, nel dopo PNRR, la priorità indicata è fermare l’accumulo di nuovi concorsi e concentrarsi su assunzioni programmate.