Precario da 19 anni: risarcimento record per un docente di religione

Il Tribunale di Asti condanna il Ministero per l'abuso di contratti a termine durato diciannove anni in favore di un insegnante di religione.

26 febbraio 2026 07:00
Precario da 19 anni: risarcimento record per un docente di religione -
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La sentenza emessa dal Tribunale di Asti rappresenta una svolta per ogni docente precario che ha subito l'abuso contratti termine nel corso della propria carriera scolastica. Il Ministero dell'Istruzione è stato condannato a versare un indennizzo record per la reiterazione illecita dei rapporti di lavoro.

Le ragioni del tribunale sull'abuso contratti termine

Il giudice del lavoro ha accertato una condotta illegittima protrattasi dall'anno scolastico 2005/2006 fino al 2024/2025. Durante questo ventennio, l'insegnante ha operato su posti vacanti e disponibili attraverso incarichi annuali, senza che vi fosse una reale giustificazione per la mancata stabilizzazione.

L'ordinamento ha evidenziato come l'assenza di concorsi ordinari per i docenti di religione, fermi al lontano 2004, abbia favorito una precarietà strutturale. Tale omissione amministrativa viola apertamente l'Accordo quadro europeo sul lavoro a tempo determinato, configurando un danno concreto per il lavoratore.

Il risarcimento massimo previsto per il docente precario

Per determinare l'entità del ristoro economico, il tribunale ha applicato le recenti modifiche normative introdotte dal decreto-legge 131/2024. La gravità della violazione, estesa per ben 240 mesi di servizio, ha spinto il giudice a erogare il massimo della sanzione prevista dalla legge.

  • Indennità risarcitoria: 68.540,40 euro (pari a 24 mensilità).

  • Accessori: Interessi legali e rivalutazione monetaria inclusi.

  • Spese legali: Condanna del Ministero alla rifusione di circa 5.900 euro.

Questa decisione sottolinea che le procedure concorsuali straordinarie, basate su prove orali semplificate, non sono sufficienti a sanare l'illecito pregresso. La stabilizzazione non automatica rimane una mera opportunità che non cancella il diritto al risarcimento per gli anni di precariato subiti.

La posizione dei sindacati sulla scuola italiana

Secondo le principali sigle sindacali, questo caso è l'ennesima prova di una gestione fallimentare della Direttiva UE 70/CE del 1999. L'Italia continua a fare affidamento su un sistema che genera circa 200.000 supplenze annuali, ignorando l'obbligo di stabilizzazione dopo 36 mesi di servizio. Il deferimento del Paese alla Corte di Giustizia europea evidenzia la necessità di una riforma profonda per tutelare la dignità professionale dei docenti.

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