Presidi contro la Dad: una falsa soluzione alla crisi energetica attuale
L'ipotesi di tornare alla didattica a distanza per affrontare la crisi energetica trova la ferma opposizione dei dirigenti scolastici.
Il dibattito sulla scuola si riaccende a causa della crisi energetica globale e delle tensioni geopolitiche. Molti ipotizzano un ritorno alla didattica a distanza per contenere i costi vivi, ma i presidi bocciano la proposta ritenendola del tutto inefficace e pedagogicamente dannosa per gli studenti.
Il limite del risparmio energetico nelle scuole
L'Associazione nazionale presidi ha definito prive di fondamento le proposte che vedono nella chiusura degli istituti una soluzione alla crisi energetica. Secondo gli esperti, il risparmio reale sarebbe trascurabile. Le infrastrutture scolastiche, infatti, dovrebbero comunque mantenere attivi i server e le connessioni digitali per permettere il collegamento remoto.
Inoltre, lo spostamento delle attività didattiche nelle abitazioni private non eliminerebbe il consumo, ma lo trasferirebbe semplicemente sulle famiglie. I nuclei familiari si troverebbero costretti a incrementare l'uso del riscaldamento domestico e dei dispositivi elettronici per l'intera giornata, annullando i benefici collettivi.
I rischi per l'apprendimento e la socialità
Oltre agli aspetti economici, i dirigenti sottolineano la criticità temporale e qualitativa. Con la fine dell'anno scolastico ormai imminente, modificare radicalmente la modalità di insegnamento appare una misura sproporzionata.
L'esperienza maturata durante la pandemia ha già evidenziato i limiti della formazione virtuale:
Calo dell'attenzione e della partecipazione attiva.
Difficoltà oggettive nei processi di valutazione.
Aumento del divario digitale tra gli studenti.
Grave compromissione della relazione educativa in presenza.