Presunto abuso in un Liceo di Latina: la posizione del CNDDU
Il CNDDU interviene sul presunto abuso dei mezzi di correzione avvenuto in un Liceo di Latina, ribadendo la tutela dei minori.
Il recente episodio verificatosi in un Liceo di Latina solleva interrogativi cruciali sulla responsabilità educativa. Il CNDDU esprime preoccupazione per le presunte lesioni, sottolineando come la tutela dei minori debba restare il pilastro inviolabile di ogni istituzione.
Caso liceo di Latina: presunto abuso dei mezzi di correzione e lesioni aggravate su studente – La posizione su tutela dei minori e responsabilità educativa
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda preoccupazione in merito alla vicenda, riportata dagli organi di stampa, relativa al presunto episodio verificatosi in un Liceo di Latina, che coinvolgerebbe un docente nei confronti di uno studente minorenne.
Secondo quanto emerso, il professore risulterebbe esposto al rischio di rinvio a giudizio per i reati di abuso dei mezzi di correzione, ai sensi dell’art. 571 c.p., e di lesioni personali aggravate ex art. 582 e ss. c.p. Qualora tali circostanze trovassero conferma nelle competenti sedi giudiziarie, esse configurerebbero una violazione grave e inaccettabile dei principi fondamentali che regolano l’azione educativa e il rapporto tra docente e discente nell’ordinamento giuridico italiano.
La funzione docente, infatti, si colloca nell’alveo delle responsabilità pubbliche connesse alla formazione della persona e trova il proprio fondamento negli artt. 2, 3, 30 e 34 della Costituzione, nonché nei principi sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata con legge n. 176 del 1991. In tale quadro normativo, il diritto all’integrità fisica e psichica del minore e il rispetto della sua dignità personale assumono carattere primario e inderogabile, imponendo all’adulto investito di responsabilità educative un obbligo qualificato di protezione, vigilanza e contenimento non violento.
Il ricorso a qualsiasi forma di coercizione fisica, quand’anche giustificata da finalità correttive o disciplinari, risulta incompatibile con i limiti imposti dall’ordinamento e dalla consolidata elaborazione giurisprudenziale in materia, la quale esclude ogni legittimità di condotte che incidano sull’incolumità o sulla libertà personale dello studente. L’abuso dei mezzi di correzione si configura, infatti, proprio nel superamento di tali limiti, laddove l’intervento educativo trasmodi in comportamento lesivo, determinando un vulnus alla persona del minore.
In tale prospettiva, si condividono le considerazioni espresse dalla Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, la quale ha opportunamente richiamato la necessità di garantire la piena tutela del minore coinvolto e di accertare con rigore i fatti nelle sedi competenti. Il suo intervento si inscrive nel sistema di garanzie predisposto dall’ordinamento a presidio dei diritti dei soggetti in età evolutiva, rispetto ai quali ogni istituzione è chiamata ad agire con la massima diligenza.
Il CNDDU ritiene, tuttavia, che la gravità della vicenda imponga una riflessione più ampia sul piano sistemico, in ordine all’adeguatezza degli strumenti di prevenzione e formazione del personale scolastico. L’esercizio della funzione educativa richiede competenze relazionali e giuridiche sempre più articolate, coerenti con il principio del superiore interesse del minore, che costituisce criterio guida in ogni decisione che lo riguarda.
La scuola, quale istituzione della Repubblica, è tenuta a operare come luogo di attuazione concreta dei diritti fondamentali, in cui l’autorità docente si esprima esclusivamente attraverso modalità rispettose della persona e orientate alla crescita civile e culturale dello studente. Ogni deviazione da tale paradigma non solo compromette il rapporto fiduciario tra istituzione e cittadino, ma incide direttamente sulla credibilità del sistema educativo nel suo complesso.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani continuerà a seguire con attenzione l’evolversi della vicenda, confidando nell’operato dell’autorità giudiziaria affinché siano accertate eventuali responsabilità, nel pieno rispetto delle garanzie di legge, e ribadendo l’urgenza di rafforzare una cultura giuridica ed educativa fondata sul rispetto, sulla legalità e sulla centralità della persona.
prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU