Prevenzione dipendenze tra i giovani: il crack diventa la prima sostanza in Italia

Il crack supera la cocaina a San Patrignano e rende la prevenzione dipendenze un compito urgente della scuola italiana

15 giugno 2026 12:00
Prevenzione dipendenze tra i giovani: il crack diventa la prima sostanza in Italia -
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I dati dell'Osservatorio della Comunità di San Patrignano disegnano un quadro nuovo e preoccupante. Il crack è oggi la prima sostanza tra i nuovi ingressi e supera la cocaina. Per il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani la prevenzione dipendenze non è più un tema marginale: deve diventare parte stabile della vita scolastica, fin dalle prime classi.

I numeri di San Patrignano

Tra le 661 persone accolte da maggio 2024 ad aprile 2025, il crack è la sostanza primaria nel 32,4% dei casi. Per la prima volta supera la cocaina, ferma al 29,6%, e l'eroina, al 10,6%. Ancora più netto è il dato sui percorsi di consumo: il 64,9% degli ospiti ha usato crack e il 91,7% cocaina. La poliassunzione riguarda l'88,5% dei nuovi ingressi, segno di un intreccio sempre più fitto di sostanze diverse. Il 60,8% presenta anche problemi legati all'alcol, spesso percepito come innocuo dai più giovani nonostante le sue conseguenze gravi.

Un primo contatto sempre più precoce

L'aspetto più allarmante riguarda l'età. Il 58,3% delle persone accolte ha iniziato a usare cocaina prima dei vent'anni, mentre il 72,6% lo ha fatto entro i venticinque. Tra i minorenni della comunità ci sono già adolescenti che hanno sperimentato cocaina e crack. L'età evolutiva è oggi il terreno più esposto ai fattori di rischio. Le dipendenze nascono spesso da una sofferenza più profonda: fragilità emotive, solitudine, relazioni povere, difficoltà a dare senso alle esperienze. Quando mancano riferimenti educativi solidi, la sostanza diventa una risposta illusoria al disagio interiore.

La normalizzazione del crack tra gli adolescenti

Il fenomeno più insidioso è la perdita di percezione del rischio. Una sostanza dagli effetti devastanti viene talvolta vista come meno pericolosa di altre droghe. Questo favorisce comportamenti che compromettono in fretta equilibrio psicofisico, relazioni familiari, percorso scolastico e inclusione sociale. Quando il pericolo smette di essere riconoscibile sul piano culturale, la prevenzione diventa ancora più necessaria. La scuola resta il luogo in cui è possibile agire prima che il disagio si trasformi in dipendenza stabile e difficile da curare.

La prevenzione dipendenze parte dalla scuola

Per il Coordinamento la scuola è il principale laboratorio di prevenzione primaria. Non può agire solo nell'emergenza: deve costruire percorsi continui. Servono pensiero critico, consapevolezza di sé, gestione delle emozioni e capacità di riconoscere i condizionamenti del gruppo. La prevenzione dipendenze non può ridursi a poche giornate l'anno. Occorre un investimento stabile che integri nei programmi educazione alla salute, ai diritti umani, all'affettività e alle competenze socio-emotive. Come ricorda la comunità, «La vera sfida è non cominciare».

Formazione dei docenti e appello al Ministro

Gli insegnanti sono spesso i primi adulti capaci di cogliere i segnali precoci del disagio. Per questo serve una formazione continua sui nuovi fenomeni, sulla comunicazione con gli adolescenti e sulla costruzione di reti con famiglie e servizi. Il presidente del CNDDU, Romano Pesavento, rivolge un appello al Ministro Giuseppe Valditara perché il prossimo anno scolastico sia segnato da un'azione capillare. La richiesta è un grande Piano nazionale di informazione e formazione contro tutte le droghe, con risorse adeguate e il coinvolgimento di esperti.

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