Punteggio isole minori: il CSPI dà parere favorevole al nuovo decreto scuola

Punteggio isole minori per i docenti: il CSPI dà il via libera al decreto con 6 punti aggiuntivi nelle graduatorie.

18 giugno 2026 17:00
Punteggio isole minori: il CSPI dà parere favorevole al nuovo decreto scuola - CSPI - Consiglio Superiore Pubblica Istruzione
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Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha dato parere favorevole a un decreto che cambia le regole per chi insegna nelle scuole più isolate d'Italia. Al centro del provvedimento c'è il punteggio isole minori, un riconoscimento pensato per chi lavora in territori con difficoltà logistiche e organizzative non comuni. La misura riguarda le graduatorie docenti di diverso tipo e potrebbe avere effetti concreti già dai prossimi anni scolastici.

Come funziona il punteggio isole minori

Il decreto stabilisce regole precise per ottenere i punti aggiuntivi. Il servizio deve essere svolto nelle scuole delle isole minori individuate dalla norma, a partire dall'anno scolastico 2027/2028. Per maturare il diritto al punteggio isole minori servono almeno 180 giorni di servizio nell'anno scolastico, di cui almeno 120 dedicati alle attività didattiche in aula.

Chi rispetta questi requisiti riceve 6 punti aggiuntivi per ogni anno di insegnamento nelle isole minori. C'è poi un bonus ulteriore: altri 3 punti per chi lavora nelle pluriclassi della scuola primaria nello stesso anno scolastico. Questi punteggi non sostituiscono quelli ordinari, ma si aggiungono al punteggio già previsto dalle tabelle di valutazione di titoli e servizi.

Effetti sulle graduatorie docenti

Il punteggio extra si applica a tre tipi di graduatorie docenti: le graduatorie ad esaurimento, le graduatorie provinciali per le supplenze e le graduatorie di istituto. Questo significa che il vantaggio non resta confinato a un solo canale di reclutamento, ma accompagna il docente in più contesti professionali.

Per chi insegna o vuole insegnare nelle isole minori, l'impatto pratico è significativo. Accumulare punti extra ogni anno può tradursi in posizioni più alte in graduatoria, con maggiori possibilità di ottenere incarichi stabili o supplenze più vantaggiose. La norma punta quindi a rendere più attrattivo un servizio che spesso viene evitato per le difficoltà di vita e di trasporto nei piccoli arcipelaghi.

Le motivazioni del CSPI

Il CSPI ha condiviso l'obiettivo di fondo del decreto: valorizzare chi insegna in contesti scolastici con caratteristiche territoriali, logistiche e organizzative del tutto particolari. Le isole minori presentano infatti criticità che non si riscontrano altrove, come collegamenti limitati con la terraferma, servizi scarsi e classi spesso composte da pochissimi alunni.

Il provvedimento, secondo il Consiglio, contribuisce a rafforzare l'offerta formativa in questi territori e tutela il diritto allo studio di studentesse e studenti. Una maggiore stabilità del corpo docente porta benefici diretti sulla continuità educativa, un fattore che pesa molto nelle piccole comunità scolastiche dove il turnover degli insegnanti può creare discontinuità nell'apprendimento.

Le richieste del CSPI sui criteri applicativi

Il Consiglio ha però segnalato un punto critico che andrà chiarito. Per evitare interpretazioni diverse da scuola a scuola, il CSPI ha chiesto indicazioni operative chiare su cosa si intenda per «servizio effettivamente prestato». Senza criteri uniformi, infatti, il rischio è che alcuni uffici scolastici applichino il punteggio in modo diverso da altri, creando disparità tra i docenti.

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