Reclutamento del personale docente: il principio di legalità impone trasparenza

Il CNDDU interviene sul reclutamento del personale docente: servono pubblicità degli atti, motivazione dei provvedimenti e verificabilità delle scelte

A cura di Redazione Redazione
23 luglio 2026 12:30
Reclutamento del personale docente: il principio di legalità impone trasparenza - prof. Romano Pesavento
prof. Romano Pesavento
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Il CNDDU richiama i principi di diritto che governano il reclutamento del personale docente. Trasparenza, imparzialità e parità di trattamento non sono opzioni, ma obblighi costituzionali: ogni aspirante ha diritto di conoscere i criteri di assegnazione degli incarichi.

Reclutamento del personale docente: il principio di legalità impone trasparenza, verificabilità e uniformità nell'azione amministrativa

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), a seguito di numerose e-mail pervenute e delle osservazioni pubblicate sulla propria pagina social in merito alle procedure di reclutamento del personale docente, ritiene opportuno intervenire per richiamare alcuni principi di diritto che governano l'azione della Pubblica Amministrazione.

Le procedure di conferimento degli incarichi a tempo determinato e indeterminato sono disciplinate da un articolato sistema normativo che comprende, tra l'altro, il D.Lgs. n. 165/2001, il D.Lgs. n. 59/2017, le Ordinanze Ministeriali annuali sulle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), nonché le disposizioni sul periodo di formazione e prova contenute nel D.M. n. 226/2022. Tali fonti impongono che ogni provvedimento amministrativo sia adottato nel rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza, buon andamento e parità di trattamento sanciti dall'art. 97 della Costituzione e dall'art. 1 della Legge n. 241/1990.

Le questioni poste dagli utenti – dalla reiterata attribuzione di incarichi sul medesimo posto ai rapporti tra posizione in graduatoria e conferimento delle supplenze, fino allo svolgimento dell'anno di formazione e prova presso un'istituzione scolastica diversa da quella di titolarità – non possono essere affrontate mediante valutazioni generiche. Ciascuna fattispecie richiede infatti un rigoroso accertamento della disciplina applicabile, poiché l'ordinamento contempla ipotesi specifiche che possono giustificare tali situazioni senza determinare alcuna violazione di legge. Analogamente, il solo ripetersi di un incarico sul medesimo posto non costituisce, di per sé, indice di illegittimità, dovendo essere verificata la corretta applicazione delle graduatorie, delle precedenze e delle riserve previste dalla normativa vigente.

Ciò nondimeno, è altrettanto vero che ogni aspirante ha diritto a conoscere i criteri che hanno determinato l'assegnazione degli incarichi e ad esercitare gli strumenti di tutela previsti dall'ordinamento, dall'accesso agli atti ai rimedi giurisdizionali, qualora ritenga leso un proprio interesse legittimo. La trasparenza amministrativa rappresenta, infatti, la principale garanzia contro ogni possibile disparità di trattamento e costituisce il presupposto essenziale della fiducia dei cittadini nelle istituzioni scolastiche.

Il CNDDU auspica che gli Uffici scolastici rafforzino ulteriormente le misure di pubblicità, motivazione e tracciabilità degli atti relativi al reclutamento, affinché ogni scelta amministrativa risulti pienamente comprensibile, verificabile e coerente con il quadro normativo vigente.

In uno Stato di diritto la correttezza dell'azione amministrativa non si presume né può essere affidata alla sola fiducia dei cittadini: essa deve emergere dalla piena conoscibilità degli atti, dalla motivazione dei provvedimenti e dalla possibilità concreta di verificarne la conformità alla legge. Gli articoli 3 e 97 della Costituzione, insieme ai principi sanciti dalla Legge n. 241/1990 e dal D.Lgs. n. 33/2013 in materia di trasparenza amministrativa, impongono che il reclutamento del personale pubblico sia non soltanto legittimo, ma anche percepito come tale. Solo un'amministrazione capace di rendere intellegibili le proprie decisioni tutela il merito, previene il contenzioso e rafforza l'autorevolezza dell'istituzione scolastica.

Prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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