Reclutamento universitario: la FLC CGIL boccia la riforma della Ministra Bernini

Per la FLC CGIL le nuove norme sul reclutamento universitario penalizzano gli atenei pubblici e i precari della ricerca.

09 luglio 2026 10:00
Reclutamento universitario: la FLC CGIL boccia la riforma della Ministra Bernini - Gianna Fracassi FLC CGIL
Gianna Fracassi FLC CGIL
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Il via libera definitivo della Camera alle nuove regole sul reclutamento universitario ha riacceso lo scontro tra sindacati e governo. Per la FLC CGIL si tratta di una riforma regressiva, tagliata su misura per un sistema piccolo e sottofinanziato. La segretaria generale Gianna Fracassi chiede un cambio di modello immediato, a difesa dell'università pubblica e delle migliaia di ricercatori precari.

Le criticità del reclutamento universitario

Secondo Fracassi la legge promossa dalla Ministra Bernini raccoglie gli aspetti più problematici della storia accademica italiana. Il testo non elimina la parte più discussa dell'Abilitazione Scientifica Nazionale e non supera la logica del publish or perish, ma la amplia attraverso i cosiddetti requisiti di ingresso. Come afferma la sindacalista, la norma «condensa gli elementi peggiori della storia dell'accademia italiana». Un giudizio netto, che punta il dito contro un impianto ritenuto punitivo verso chi lavora e studia negli atenei.

Selezione locale e maggiore discrezionalità

Un nodo centrale riguarda il modo in cui avviene la scelta dei docenti. Pur mantenendo il sorteggio dei commissari, la riforma sposta la valutazione su specifici ambiti disciplinari. Cresce così il peso delle decisioni soggettive, con l'introduzione di una discussione orale e di una lezione dimostrativa calibrate sui singoli temi. Per il sindacato questo aumenta la discrezionalità e rischia di rendere la selezione meno trasparente. Le relazioni tecniche allegate alla legge, spiega Fracassi, rivelano gli obiettivi reali: ridurre il contenzioso e gestire l'uscita di gran parte dei 35 mila precari reclutati negli ultimi anni.

Le proposte per l'università pubblica

La FLC CGIL non si limita alla critica, ma indica una direzione alternativa. Serve un piano straordinario di stabilizzazione e un allargamento degli organici, insieme a un aumento deciso del Fondo di Finanziamento Ordinario. Fracassi chiede anche il superamento dei numeri chiusi e dei semestri filtro, l'abbattimento delle tasse studentesche e il potenziamento del diritto allo studio. L'obiettivo finale è costruire procedure concorsuali nazionali e annuali, con criteri chiari. Come conclude la segretaria, l'iniziativa proseguirà «verso il governo in carica come verso qualunque altro lo sostituisca nel futuro».

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