Referendum giustizia: Tar Lazio conferma il voto a marzo

Respinto il ricorso contro il decreto presidenziale: la consultazione sulla riforma costituzionale si terrà regolarmente il 22 e 23 marzo.

29 gennaio 2026 09:00
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Il Tar del Lazio ha blindato la data del Referendum costituzionale giustizia. Respinto il ricorso che chiedeva lo slittamento: i cittadini sono chiamati alle urne il 22 e 23 marzo per esprimersi sulla riforma approvata dal Parlamento.

La decisione dei giudici sul Referendum giustizia

Nessuno stop procedurale, né rinvii tecnici: la macchina elettorale può proseguire il suo corso. Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha emesso un verdetto netto riguardante il Referendum sulla giustizia, rigettando l'istanza presentata da un comitato di quindici promotori. Questi ultimi, sostenitori di una raccolta firme alternativa, avevano impugnato il decreto del Presidente della Repubblica che indiceva la consultazione, chiedendone la sospensione cautelare e il successivo annullamento. L'obiettivo dei ricorrenti era ottenere una dilazione temporale che permettesse di concludere la sottoscrizione per un quesito referendario differente, da sottoporre poi al necessario vaglio di legittimità della Cassazione. Tuttavia, i magistrati amministrativi hanno ritenuto insussistenti i presupposti per alterare il calendario elettorale già fissato.

L'articolo 138 e la priorità dell'iter parlamentare

Al centro della sentenza vi è una rigorosa interpretazione dell'articolo 138 della Costituzione, che regola le modalità di revisione della Carta costituzionale. Nelle motivazioni depositate, il Tar del Lazio ha chiarito che la normativa vigente è strutturata per assicurare che una legge di riforma, una volta approvata dalle Camere a maggioranza assoluta (ma inferiore ai due terzi), venga sottoposta al giudizio del corpo elettorale in tempi certi. Secondo il collegio giudicante, l'iniziativa referendaria si cristallizza nel momento in cui il primo dei soggetti legittimati — sia esso un quinto dei membri di una Camera, cinque Consigli regionali o cinquecentomila elettori — formalizza la richiesta. Questa interpretazione mira a evitare che iniziative successive possano generare un effetto ostruzionistico, garantendo così la conclusione dell'iter legislativo senza ritardi strumentali.

Confermata la data del 22 e 23 marzo

La pronuncia amministrativa sgombra definitivamente il campo da incertezze giuridiche: il Referendum costituzionale avrà luogo nelle giornate di domenica 22 e lunedì 23 marzo. I giudici hanno sottolineato come la priorità dell'ordinamento sia quella di permettere ai cittadini di confermare o respingere la riforma entro un arco temporale definito, preservando la stabilità delle istituzioni e la certezza del diritto. Il tentativo di sovrapporre una nuova raccolta firme all'iter già avviato è stato giudicato incompatibile con l'esigenza di celerità che caratterizza i procedimenti di revisione costituzionale. Di conseguenza, il decreto del Capo dello Stato rimane pienamente valido ed efficace, sancendo l'appuntamento alle urne per la prossima primavera.

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