Registro elettronico: Flc Cgil contesta l'uso di Valditara

L’impiego del registro elettronico per comunicazioni ministeriali dirette solleva polemiche sulla tutela dell'autonomia scolastica.

17 aprile 2026 19:15
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L'utilizzo del registro elettronico da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito ha suscitato forti critiche dal sindacato Flc Cgil. L'organizzazione contesta l'invio di comunicazioni dirette alle famiglie senza il preventivo consenso delle istituzioni scolastiche, configurando una potenziale violazione dell'autonomia scolastica. Secondo la Federazione Lavoratori della Conoscenza, tale pratica scavalca le prerogative delle singole scuole, trasformando uno strumento didattico in un canale di propaganda ministeriale.

Le ragioni della protesta sindacale sul registro elettronico

La nota diffusa dalla Flc Cgil evidenzia come il ministro Valditara abbia utilizzato questa modalità comunicativa già in tre occasioni. In precedenza, le lamentele avevano riguardato la diffusione di spot pubblicitari e comunicazioni sul "Piano estate". Attualmente, l'informativa oggetto di scontro riguarda l'avvio di percorsi formativi per il personale scolastico su temi sensibili quali il rispetto, l'empatia e la parità di genere, promossi da Indire.

Il sindacato sottolinea che:

  • L'invito all'impegno comune contro la violenza viene veicolato senza passare per gli organi collegiali.

  • Si ignora il ruolo di mediazione culturale e organizzativa delle istituzioni scolastiche.

  • Viene meno il principio di sussidiarietà che regola il rapporto tra Ministero e scuole.

Criticità tecniche e canali istituzionali

Monica Fontana, responsabile dei dirigenti scolastici per la Federazione, definisce improprio l'uso delle bacheche digitali interne. Esistono infatti piattaforme dedicate, come il sito del Mim o il portale Unica, create specificamente per informare studenti e genitori.

L'accesso diretto ai registri, gestiti da fornitori privati e pagati dalle singole scuole, avverrebbe dunque senza un'autorizzazione esplicita dei dirigenti. Questo comportamento è interpretato dalla Flc Cgil come un segno di sfiducia verso l'autonomia delle istituzioni, che dovrebbero essere le uniche responsabili della diffusione di iniziative rivolte al proprio personale e alle famiglie.

Difesa dell'autonomia scolastica

La richiesta finale del sindacato è perentoria: il ritiro immediato della comunicazione. La Flc Cgil diffida il Ministero dal proseguire con queste modalità, ritenendo che tali azioni non rafforzino il patto di corresponsabilità, ma al contrario danneggino il clima di fiducia e il dialogo costruttivo tra il sistema istruzione e l'utenza.

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