Relazione sana o possesso? L'analisi di Roberta Bruzzone sui confini dell'amore

La criminologa illustra le differenze tra affetto reale e controllo ossessivo, spiegando come tutelare la propria identità in una relazione sana.

19 febbraio 2026 10:30
Relazione sana o possesso? L'analisi di Roberta Bruzzone sui confini dell'amore - Roberta Bruzzone
Roberta Bruzzone
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Roberta Bruzzone interviene sulle dinamiche di coppia, chiarendo che una relazione sana non richiede mai l'annullamento del sé. Distinguere l'amore dal controllo psicologico è fondamentale per evitare derive tossiche e preservare la propria libertà individuale e i legami preesistenti.

I segnali di avvertimento: quando il passato diventa un nemico

Nel panorama affettivo contemporaneo, specialmente tra le generazioni più giovani, si assiste a una preoccupante sovrapposizione semantica tra cura e dominio. Roberta Bruzzone, nota psicologa e criminologa forense, ha delineato con precisione chirurgica i confini che non dovrebbero mai essere valicati. Il punto focale della sua analisi riguarda il sacrificio dell'identità: una relazione sana non esige la rimozione della vita precedente al partner.

Secondo l'esperta, se il "prezzo del biglietto" per mantenere in piedi un rapporto è l'eliminazione sistematica delle proprie abitudini, delle amicizie storiche o degli interessi personali, ci si trova di fronte a un indicatore inequivocabile di disfunzionalità. Spesso, questi segnali d'allarme si manifestano precocemente attraverso gesti o richieste apparentemente innocue, che tuttavia celano un tentativo di isolamento progressivo. L'intuizione personale, quella sensazione viscerale di disagio che spesso precede la razionalizzazione cognitiva, rappresenta uno strumento di difesa primario che non va mai silenziato.

Costruire una relazione sana: libertà contro assedio emotivo

Un errore frequente è confondere l'intensità del contatto con la profondità del sentimento. La dottoressa Bruzzone sottolinea come il monitoraggio costante degli spostamenti, delle comunicazioni digitali e dei pensieri del compagno non abbia nulla a che vedere con l'affetto; si tratta, piuttosto, di un vero e proprio "assedio". In una relazione sana, la fiducia sostituisce la sorveglianza. Rinunciare a se stessi per compiacere l'altro non è un atto di devozione, bensì la capitolazione di fronte a una dinamica di potere sbilanciata.

L'amore tossico si nutre del controllo e tende a soffocare l'autonomia del partner, trasformando la convivenza in una gabbia dorata. Al contrario, un legame equilibrato rispetta gli spazi individuali e non teme la libertà altrui. La narrazione romantica del "due che diventano uno" non deve mai tradursi nell'annullamento di una delle due parti; l'integrità psicologica del singolo è il pilastro su cui si regge la stabilità della coppia.

L'indipendenza emotiva come chiave per la fioritura personale

Il vero discrimine tra un rapporto costruttivo e uno distruttivo risiede nella capacità di gioire per i successi altrui. Chi ama realmente, spiega la criminologa, desidera vedere il partner "fiorire", supportandone le ambizioni e i progetti, anche quando questi non coinvolgono direttamente la coppia. L'interferenza ostacolante nei confronti delle passioni o della carriera del compagno è sintomo di un desiderio di possesso che nulla condivide con l'amore autentico.

In definitiva, la costruzione di un legame duraturo implica un percorso di crescita parallelo, dove il conflitto, se presente, rimane confinato nel perimetro del rispetto reciproco e non scade mai nella prevaricazione. La celebrazione dell'individualità altrui è l'unico terreno fertile su cui può radicarsi un sentimento genuino, libero dalle catene della gelosia retroattiva o preventiva.

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