Responsabilità della scuola: quando la ricreazione diventa un rischio per gli alunni

La responsabilità della scuola riguarda anche gli incidenti tra compagni durante la ricreazione, quando manca una vigilanza adeguata.

13 giugno 2026 15:00
Responsabilità della scuola: quando la ricreazione diventa un rischio per gli alunni - Sentenza del Giudice
Sentenza del Giudice
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La responsabilità della scuola torna al centro del dibattito dopo una sentenza del Tribunale di Catania su un incidente avvenuto in mensa durante la ricreazione. Un bambino di quarta elementare, spinto da un compagno dopo un litigio, è caduto riportando una frattura al braccio con conseguenze permanenti. Per i giudici, la vigilanza scolastica non è stata sufficiente: gli insegnanti, posizionati sulla porta, non potevano controllare in modo efficace una classe descritta come molto irrequieta.

Responsabilità della scuola durante la ricreazione

Il fatto risale al 17 giugno 2019, in un istituto di Catania. Durante la pausa in mensa, due alunni hanno avuto un diverbio degenerato in una spinta. La caduta ha provocato al bambino una frattura completa di radio e ulna, accertata al pronto soccorso pediatrico. I genitori hanno quindi citato il ministero dell’Istruzione, chiedendo il risarcimento dei danni subiti dal figlio. La scuola ha sostenuto di aver garantito la normale sorveglianza, ma il Tribunale ha ritenuto insufficiente l’organizzazione adottata in quel momento.

Perché la vigilanza scolastica è stata giudicata insufficiente

Secondo la sentenza n. 5536 del 17 novembre 2025, gli insegnanti si trovavano sulla soglia della porta e cercavano di controllare sia i bambini diretti ai bagni sia quelli rimasti in mensa. Per il giudice, questa posizione non permetteva una reale vigilanza scolastica, soprattutto considerando l’età degli alunni e il contesto della ricreazione, momento in cui i bambini si muovono, giocano e possono litigare. La scuola non ha quindi dimostrato di aver fatto tutto il possibile per evitare l’incidente.

In particolare, la decisione evidenzia alcuni elementi rilevanti:

  • classe molto irrequieta e quindi bisognosa di controllo diretto;

  • insegnanti sulla porta, non presenti pienamente nel locale mensa;

  • ricreazione in mensa, fase prevedibilmente più movimentata della giornata.

Il risarcimento riconosciuto alla famiglia

Il Tribunale ha applicato il principio della responsabilità contrattuale previsto dall’articolo 1218 del Codice civile. Questo significa che, quando un alunno si fa male a scuola, anche per il comportamento di un compagno, l’istituto deve provare di aver adottato misure adeguate di prevenzione e controllo. Nel caso specifico, tale prova non è stata fornita. Il ministero è stato condannato a pagare 8.947,25 euro per il danno non patrimoniale, oltre agli interessi legali, e le spese processuali pari a 5.341 euro.

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