Ricercatore Tenure Track RTT: il nuovo percorso accademico [PDF]
Analisi della figura istituita dalla Legge 79/2022: contratto sessennale e requisiti per il passaggio a professore associato.
Il ricercatore in tenure track (RTT) ridefinisce il reclutamento universitario in Italia. Introdotta dalla Legge 79/2022, questa figura a tempo determinato sostituisce i precedenti modelli, offrendo un iter unico di sei anni finalizzato al conseguimento della docenza di ruolo.
Dalla riforma PNRR al nuovo Ricercatore in tenure track
Il panorama accademico italiano ha subito una profonda trasformazione con l'entrata in vigore della Legge 79/2022, attuativa delle misure previste dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Questa normativa ha mandato in pensione le vecchie tipologie di ricercatori a tempo determinato (noti agli addetti ai lavori come RTDa e RTDb), istituendo una figura unica: il Ricercatore in tenure track (RTT). L'obiettivo del legislatore è duplice: semplificare l'accesso alla carriera universitaria e allineare il sistema italiano agli standard internazionali. Non si tratta di un semplice cambio di nomenclatura, ma di una modifica strutturale che mira a ridurre il precariato storico del settore, offrendo una prospettiva di stabilità più chiara sin dalla firma del contratto iniziale.
Caratteristiche del contratto e obblighi accademici
Il contratto per il RTT prevede una durata complessiva di sei anni e, elemento cruciale, non è rinnovabile. Durante questo sessennio, il ricercatore non si limita alla sola produzione scientifica, ma è tenuto a svolgere attività di didattica, di didattica integrativa e di servizio agli studenti. La normativa, pur mantenendo il focus sull'eccellenza della ricerca, integra il professionista nel tessuto vivo dell'ateneo. A differenza del passato, dove la frammentazione contrattuale poteva generare incertezze, il percorso RTT è disegnato come un binario unico. Tuttavia, è bene notare una sfumatura tecnica importante: la legge prevede la possibilità di ottenere un'anticipazione della valutazione finale, ma solo dopo il terzo anno, permettendo ai profili più meritevoli di accelerare i tempi di ingresso in ruolo.
Il transito verso il ruolo di Professore Associato
Il cuore del meccanismo "tenure track" risiede nella sua finalità: l'inquadramento a tempo indeterminato. Al termine del percorso, o anticipatamente se ne sussistono le condizioni, il ricercatore viene sottoposto a una valutazione specifica da parte dell'ateneo. Per ottenere il passaggio di ruolo a Professore Associato, è imperativo aver conseguito l'Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN). Questo passaggio non è un automatismo burocratico; richiede una dimostrazione tangibile di continuità e qualità nella ricerca. In caso di esito positivo della valutazione dell'ateneo e possesso dell'ASN, il transito nel ruolo di docente associato diventa effettivo, completando così il ciclo di stabilizzazione previsto dalla riforma.
Domande Frequenti (FAQ)
Che differenza c'è tra RTT e i vecchi RTDa/RTDb? Il RTT sostituisce le figure di tipo A e B, unificandole in un unico contratto di sei anni finalizzato al reclutamento definitivo come professore associato, eliminando la necessità di molteplici contratti precari.
Quanto dura il contratto di un ricercatore in tenure track? Il contratto ha una durata fissa di 6 anni e non è rinnovabile. Tuttavia, la procedura per il passaggio di ruolo può essere anticipata dopo il terzo anno in presenza dei requisiti necessari.
Il passaggio a professore associato è automatico? No. Il transito richiede due condizioni fondamentali: il conseguimento dell'Abilitazione Scientifica Nazionale e una valutazione positiva dell'attività didattica e di ricerca svolta, effettuata dall'università di appartenenza.
Quali sono i compiti principali di un RTT? Oltre all'attività di ricerca scientifica, il ricercatore in tenure track deve svolgere attività di didattica frontale, didattica integrativa e servizio agli studenti, integrandosi pienamente nella vita accademica.