Riforma degli istituti tecnici: il piano CNDDU per la classe A-46
CNDDU e APIDGE presentano al MIM soluzioni operative per la riforma degli istituti tecnici e la valorizzazione della classe A-46.
La riforma degli istituti tecnici richiede interventi urgenti per tutelare la classe A-46. Il CNDDU ha inviato al Ministero proposte per garantire un'istruzione di qualità, puntando su competenze giuridiche ed economiche essenziali per i cittadini di domani.
Riforma degli istituti tecnici: CNDDU e APIDGE presentano al MIM proposte per il rilancio della classe A-46
Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in collaborazione con l’Associazione APIDGE, comunica di aver trasmesso al Direttore Generale per l’istruzione tecnica e professionale e per la formazione tecnica superiore del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Dott. Ettore Acerra, un articolato documento di proposte operative relativo alla classe di concorso A-46 – Discipline giuridiche ed economiche, nell’ambito della riforma degli istituti tecnici e dei nuovi quadri orari previsti dal DM 29/2026.
La trasmissione del documento fa seguito a un contatto diretto intercorso con il Dott. Acerra, nel quale è stata espressa apertura al confronto con le rappresentanze professionali del mondo scolastico. In risposta a tale interlocuzione, il Coordinamento ha elaborato un contributo tecnico strutturato, volto a fornire soluzioni concrete e immediatamente applicabili in vista dell’anno scolastico 2026/2027.
Il documento, realizzato dall’avv. Alessio Parente, Segretario Generale del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina Diritti Umani, rappresenta l’esito di un lavoro di analisi normativa e organizzativa sviluppato a livello nazionale, con l’obiettivo di individuare soluzioni coerenti con i principi costituzionali e con le esigenze emergenti del sistema scolastico.
Dall’analisi contenuta nel documento emerge come la revisione dei quadri orari, pur inserendosi in un più ampio processo di razionalizzazione del sistema, rischi di determinare una contrazione significativa degli insegnamenti afferenti alla classe A-46, con effetti non marginali sul piano organizzativo e occupazionale. In particolare, la riduzione delle ore, soprattutto nelle classi terminali degli istituti tecnici, può tradursi in una crescente difficoltà nella costituzione di cattedre complete, con conseguente incremento della frammentazione del servizio, della mobilità su più sedi e della precarizzazione del personale.
Tale scenario appare particolarmente critico se confrontato con le esigenze formative contemporanee, che richiedono invece un rafforzamento delle competenze giuridiche, economiche e civiche, indispensabili per la formazione di cittadini consapevoli e per la comprensione dei fenomeni complessi che caratterizzano la società attuale.
Alla luce di queste considerazioni, il documento propone un insieme organico di interventi, articolato lungo alcune direttrici strategiche.
In primo luogo, si suggerisce un riequilibrio organizzativo dei tempi scuola, attraverso strumenti flessibili come la rimodulazione dell’unità oraria e una diversa distribuzione delle ore nei percorsi tecnici. Tale misura consentirebbe di recuperare spazi didattici senza incidere sulla spesa pubblica, favorendo al contempo una più razionale gestione delle risorse professionali e una maggiore stabilità delle cattedre.
In secondo luogo, viene proposta una ridefinizione dei quadri orari degli istituti tecnici, con l’obiettivo di rafforzare in modo strutturale l’area giuridico-economica. In questa prospettiva si colloca l’introduzione e il consolidamento di insegnamenti ritenuti strategici, quali l’educazione civica, l’educazione finanziaria e il diritto digitale, nonché il riconoscimento di moduli trasversali legati alla sicurezza nei luoghi di lavoro e all’uso consapevole delle tecnologie.
Un terzo ambito di intervento riguarda la valorizzazione della dimensione civica e inclusiva dell’istruzione, attraverso la proposta di istituzionalizzare l’insegnamento dei “Diritti Umani” come disciplina alternativa alla religione cattolica. Tale scelta si configura come un’opportunità per rafforzare percorsi educativi orientati all’inclusione, al dialogo interculturale e alla promozione dei valori costituzionali.
Ulteriore linea strategica è rappresentata dal rafforzamento dell’integrazione tra i diversi segmenti del sistema formativo, attraverso l’utilizzazione, anche in via sperimentale, dei docenti della classe A-46 presso gli ITS Academy e nei percorsi di istruzione degli adulti (CPIA). Ciò consentirebbe di valorizzare competenze già presenti nel sistema scolastico e di favorire una maggiore continuità tra istruzione secondaria e formazione terziaria professionalizzante.
Infine, il documento individua nuove modalità di utilizzo del personale, proponendo l’introduzione di strumenti innovativi come il docente itinerante, il difensore scolastico e forme strutturate di collaborazione con la dirigenza scolastica. Tali soluzioni sono orientate a rispondere in modo più efficace alle esigenze organizzative delle istituzioni scolastiche, migliorando al contempo le condizioni di lavoro e favorendo il ricongiungimento familiare del personale docente.
Le proposte avanzate si distinguono per un elemento di particolare rilievo: esse non comportano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, ma si fondano su una logica di ottimizzazione e valorizzazione delle risorse esistenti, in linea con i principi di efficienza e buon andamento dell’amministrazione.
Il CNDDU sottolinea come la valorizzazione della classe A-46 non debba essere interpretata come una rivendicazione di categoria, bensì come una scelta strategica per il sistema educativo nel suo complesso. Rafforzare l’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche significa infatti investire sulla qualità della formazione civica degli studenti e sulla loro capacità di partecipare in modo attivo e consapevole alla vita democratica.
Nel ribadire la propria disponibilità a proseguire il confronto istituzionale, il CNDDU auspica che il dialogo avviato possa tradursi in interventi concreti e tempestivi, capaci di accompagnare la riforma con adeguate misure di equilibrio, innovazione e valorizzazione delle professionalità.
prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU