Riforma della disabilità: ecco le novità dal 1° marzo 2026
Dal 1° marzo 2026 la riforma della disabilità introduce il certificato medico unico in 40 nuove province per semplificare l'iter INPS.
La riforma della disabilità entra nella sua terza fase operativa coinvolgendo altre 40 province italiane. Questo passaggio segna l'adozione del certificato medico introduttivo come unico strumento per avviare l'iter di valutazione, eliminando superflue barriere burocratiche per i cittadini e garantendo una gestione più fluida da parte dell'INPS.
L'estensione della sperimentazione nazionale
A partire dal prossimo mese, il nuovo sistema di accertamento disabilità si estende capillarmente lungo tutta la penisola. Le aree interessate comprendono:
Nord Italia: Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Treviso, Venezia, Verona, Pordenone, Udine, La Spezia, Savona, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna e la Provincia autonoma di Bolzano.
Centro Italia: Arezzo, Massa Carrara, Ancona, Ascoli Piceno, Roma, Terni.
Sud e Isole: Caserta, Chieti, Potenza, Campobasso, Bari, Brindisi, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina.
Questo ampliamento segue le tappe già avviate tra gennaio e settembre 2025, consolidando un modello operativo che punta all'uniformità territoriale.
Il nuovo certificato medico introduttivo
Il pilastro centrale della riforma della disabilità risiede nella semplificazione dell'istanza. Nelle province citate, la procedura si attiva esclusivamente tramite l'invio telematico del certificato medico introduttivo effettuato dal medico certificatore.
L'INPS assume il ruolo di titolare unico del procedimento, eliminando la necessità per il cittadino di presentare una successiva domanda amministrativa. Questo automatismo riduce i tempi di attesa e minimizza il rischio di errori formali durante la fase di inoltro.
Scadenze e gestione della fase transitoria
È fondamentale prestare attenzione alle tempistiche per non incorrere in blocchi procedurali. I certificati emessi secondo il vecchio regime entro il 28 febbraio 2026 devono essere completati con la relativa domanda amministrativa entro la medesima data. In assenza di tale integrazione, le istanze non potranno essere elaborate secondo le precedenti normative.
La gestione autonoma della provincia di Bolzano
Si specifica che nella Provincia autonoma di Bolzano l'INPS non interverrà direttamente nella gestione degli accertamenti. In questo territorio, le procedure rimangono regolate dalle disposizioni e dalle competenze locali vigenti.