Riforma della geografia negli istituti tecnici: scelta incomprensibile la riduzione oraria

Il nuovo decreto ministeriale riduce le ore di geografia, mettendo a rischio la formazione degli studenti e la stabilità dei docenti.

15 marzo 2026 09:00
Riforma della geografia negli istituti tecnici: scelta incomprensibile la riduzione oraria -
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Il recente decreto ministeriale n. 29 del 2026 introduce una profonda riforma che penalizza lo studio della geografia nelle scuole italiane. Questo provvedimento solleva forti preoccupazioni tra i docenti per l'impatto sulla qualità dell'istruzione tecnica e professionale, riducendo drasticamente il tempo dedicato alla comprensione del mondo contemporaneo.

Riduzione delle ore negli indirizzi tecnici

Il D.M. n. 29 del 19 febbraio 2026, operativo dall'anno scolastico 2026/2027, ridimensiona pesantemente lo spazio dedicato alla geografia. Nel settore tecnologico-ambientale, la materia viene contratta a una sola ora settimanale durante il primo anno. Negli istituti economici, il taglio raggiunge il 30%, frammentando l'insegnamento tra geografia generale ed economica.

Questa impostazione rende complessa la costruzione di percorsi didattici organici e ha portato alla totale scomparsa della geografia turistica dagli indirizzi specializzati, privando gli studenti di strumenti essenziali per il settore.

Instabilità per la classe di concorso A021

La contrazione oraria colpisce direttamente la stabilità lavorativa dei docenti appartenenti alla classe di concorso A021. Poiché questa disciplina non è prevista nei licei, i professionisti operano quasi esclusivamente negli istituti tecnici e professionali.

Per completare l'orario di cattedra, un insegnante potrebbe trovarsi a gestire diciotto classi diverse, una condizione che genera precarietà e aumenta il rischio di esuberi. L'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) segnala inoltre che l'assenza di criteri chiari per l'associazione delle materie alle classi di concorso aggrava l'incertezza per l'intero sistema d'istruzione.

La posizione dell'AIIG e il superamento della geostoria

L'AIIG ha presentato una serie di proposte correttive per tutelare il valore formativo della disciplina:

  • Assegnazione stabile della materia nel biennio alla classe A021.

  • Attribuzione dell'insegnamento "Turismo e territorio" a docenti specializzati.

  • Separazione netta tra storia e geografia all'interno dei percorsi liceali.

Secondo gli esperti, è fondamentale superare l'equivoco della "geostoria". Solo restituendo autonomia alla disciplina è possibile formare cittadini capaci di interpretare i fenomeni globali, l'organizzazione degli spazi e le dinamiche geopolitiche attuali.

Un paradosso educativo tra successi e tagli

Mentre la normativa riduce gli spazi curricolari, l'interesse degli studenti verso la geografia appare in forte crescita. L'edizione 2026 dei Campionati Italiani della Geografia ha registrato la partecipazione di oltre 2.600 ragazzi, a dimostrazione di una chiara sensibilità verso le interdipendenze ambientali ed economiche.

Togliere ore a questa materia contrasta con gli obiettivi dei Profili Educativi (PECuP), che richiedono la capacità di analizzare dati territoriali complessi. La richiesta rivolta alle istituzioni è di salvaguardare un diritto formativo decisivo per affrontare le sfide del mercato globale e della cittadinanza attiva.

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