Riforma dell'obbligo scolastico: Anief propone l'estensione ai 18 anni

L'estensione dell'obbligo scolastico a 18 anni e l'anticipo a 3 anni sono le chiavi per contrastare la dispersione scolastica in Italia.

25 marzo 2026 10:00
Riforma dell'obbligo scolastico: Anief propone l'estensione ai 18 anni -
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Il dibattito sulla riforma dell'obbligo scolastico si accende in Senato. Il sindacato Anief sottolinea come l'estensione del percorso formativo sia l'arma principale contro la dispersione scolastica. Durante l'audizione in VII Commissione, la segretaria Daniela Rosano ha tracciato una strategia per ridurre la povertà educativa attraverso interventi strutturali che partano sin dalla prima infanzia.

Le proposte per l'obbligo scolastico e l'inclusione

Secondo l'Anief, l'attuale quadro normativo non è più sufficiente a garantire gli obiettivi di inclusione fissati dall'Europa. La proposta centrale prevede di fissare l'obbligo scolastico dai 3 ai 18 anni. Anticipare l'ingresso a scuola permette di intercettare precocemente segnali di disagio sociale, migliorando le capacità di socializzazione dei minori.

Parallelamente, il sindacato richiede l'inserimento di docenti specialisti di lingua inglese e l'istituzione di organici aggiuntivi per l'insegnamento dell'italiano agli studenti alloglotti, strumenti ritenuti fondamentali per l'integrazione in un contesto globale.

L'impatto della dispersione scolastica nel sud Italia

Sebbene la media nazionale dell'abbandono si attesti al 9,8%, il fenomeno della dispersione scolastica mostra picchi preoccupanti del 14% in regioni come Campania, Sicilia e Sardegna. Nelle fasce sociali più svantaggiate, il dato raggiunge addirittura il 24%.

Questi numeri confermano che le disuguaglianze tendono a trasmettersi tra generazioni, rendendo il sistema scolastico l'unico attore in grado di mitigare tali divari attraverso scelte metodologiche e organizzative mirate.

Il ritorno ai moduli nella scuola primaria

Per contrastare la povertà educativa in modo strutturale, risulta necessario valutare il ripristino dell'insegnamento per moduli nella scuola primaria. Questo modello, basato sulla compresenza e sulla specializzazione dei docenti, garantisce:

  • Una maggiore personalizzazione degli apprendimenti.

  • Una migliore capacità di individuare le difficoltà degli alunni.

  • Un'offerta didattica più articolata nei contesti socio-economici fragili.

Il rischio del dimensionamento scolastico

Un altro punto critico riguarda il cosiddetto dimensionamento scolastico. Negli ultimi tre anni si è registrata una perdita di circa 700 scuole autonome. Ridurre il numero di istituti o aumentarne eccessivamente le dimensioni può compromettere il legame con il territorio e la capacità di prevenire l'abbandono. Una scuola radicata localmente e di dimensioni contenute risulta spesso più efficace nel mantenere il dialogo con le famiglie e monitorare il benessere degli studenti.

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