Riforma istituti tecnici: il MiM corregge il primo biennio ma restano i nodi sul triennio, a rischio esuberi e sovrannumeri

La riforma istituti tecnici corregge il primo biennio, ma il 78% delle scuole rischia sovrannumeri con 1.200 classi in bilico.

09 luglio 2026 13:00
Riforma istituti tecnici: il MiM corregge il primo biennio ma restano i nodi sul triennio, a rischio esuberi e sovrannumeri  - La sede del Ministero dell'Istruzione e del Merito a Roma
La sede del Ministero dell'Istruzione e del Merito a Roma
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Al Ministero dell'Istruzione e del Merito si è aperto il confronto con i sindacati sulla riforma istituti tecnici. Il tavolo tecnico ha portato un primo risultato sul primo biennio, ma restano sul piatto i nodi più pesanti: le risorse e il rischio di esuberi tra il personale. Le stime parlano chiaro, quasi otto scuole su dieci potrebbero ritrovarsi con docenti in soprannumero già dal prossimo anno.

Cosa cambia nel primo biennio

Il primo segnale concreto riguarda il primo biennio. Il Ministero ha accolto la proposta di Uil Scuola, sostenuta anche da Anief, cancellando del tutto le ore del curricolo autonomo della scuola. Quelle ore tornano alle discipline dell'area economica e alle scienze sperimentali, cioè alle materie che danno identità ai percorsi tecnici. In pratica si corregge uno degli aspetti più contestati dell'impianto iniziale, che aveva ridotto lo spazio delle materie di indirizzo. La modifica passerà dall'Allegato 2-ter del decreto-legge n. 45/2025, da inserire nel primo provvedimento utile per dare alle scuole una base normativa più solida.

I nodi aperti della riforma istituti tecnici

Il vero banco di prova della riforma istituti tecnici è il triennio, cioè il secondo biennio e il quinto anno. Qui la riduzione della quota di autonomia è stata giudicata ancora troppo timida. Secondo le stime di Anief, il rischio di sovrannumerari riguarda tra il 70% e il 78% degli istituti tecnici, con ricadute possibili su circa 1.200 classi. Numeri che, se confermati, complicherebbero l'organizzazione degli organici e creerebbero situazioni di esubero difficili da gestire prima del nuovo anno scolastico. Sul tavolo resta anche il tema dei finanziamenti, ritenuti scarsi per l'insegnamento CLIL e per i percorsi dei CPIA.

La partita si sposta in Parlamento

L'incontro non chiude il confronto, ma lo apre a una nuova fase. Il Ministero ha annunciato un provvedimento legislativo, e Anief ha già pronto un pacchetto di modifiche da portare in Parlamento quando il testo arriverà alle Camere. «La nostra battaglia si sposterà nuovamente in Parlamento», ha confermato Daniela Rosano, segretaria generale del sindacato. L'obiettivo dichiarato è ridurre ancora la quota di autonomia nel triennio e destinare le ore recuperate alle discipline di indirizzo e alle lingue, per salvaguardare l'identità professionale dei percorsi tecnici.

Le indicazioni attese dalle scuole

I dirigenti scolastici hanno bisogno di indicazioni operative in tempi rapidi, perché la programmazione del prossimo anno non può attendere. L'Amministrazione ha assicurato che il documento arriverà entro luglio, un passaggio decisivo per organizzare organici e quadri orari con maggiore serenità. Ecco i punti principali della riforma:

  • Primo biennio, eliminazione totale delle ore di curricolo autonomo restituite alle materie caratterizzanti;

  • Triennio, riduzione soltanto parziale della quota di autonomia, ancora ritenuta insufficiente;

  • Sovrannumerari, rischio per il 70-78% degli istituti tecnici con ricadute su 1.200 classi;

  • Risorse, fondi giudicati scarsi per CLIL, CPIA e altre novità ordinamentali;

  • Tempistiche, documento atteso entro luglio con modifiche in Parlamento in autunno.

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