Riforma Maturità 2026: a meno di cento giorni dall'esame partono le proteste studentesche
Le nuove regole introdotte dalla riforma Valditara per la Maturità 2026 modificano la struttura delle commissioni e il colloquio orale.
L'avvicinarsi della Maturità 2026 segna l'esordio operativo della riforma Valditara, un cambiamento strutturale che sta sollevando forti polemiche nel mondo della scuola. Molti studenti contestano le novità previste per l'esame di Stato, temendo un impoverimento del percorso formativo a causa delle recenti semplificazioni normative e delle modifiche alle prove.
La mobilitazione degli studenti contro la riforma
A meno di cento giorni dall'inizio delle prove, il clima negli istituti scolastici è teso. A Milano, alcuni collettivi studenteschi hanno optato per l'occupazione dei licei come forma di dissenso. Secondo i rappresentanti degli studenti, la scuola deve rimanere un luogo di confronto e costruzione della coscienza critica, piuttosto che uno spazio per la propaganda istituzionale.
La critica principale riguarda la percezione di una semplificazione al ribasso. Gli studenti sostengono che ridurre la complessità dell'esame lo trasformi in una mera verifica nozionistica, privandolo del valore multidisciplinare necessario a valorizzare il percorso di studi superiore.
Le novità del decreto legge sulla maturità 2026
Il quadro normativo che disciplina la Maturità 2026 è contenuto nel decreto legge n. 127 del 9 settembre scorso, approvato definitivamente alla Camera a fine ottobre. Questo provvedimento, noto come Dl Maturità, introduce modifiche che impattano sia sulla composizione delle commissioni sia sulle modalità di svolgimento delle prove finali.
Una delle variazioni più significative riguarda la nomenclatura ufficiale: la normativa sancisce il ritorno alla definizione storica di "Esame di Maturità", sostituendo formalmente la dicitura di "Esame di Stato" utilizzata negli ultimi decenni.
Composizione delle commissioni e criteri di valutazione
La struttura delle commissioni d'esame subisce un forte snellimento per ottimizzare le risorse e la gestione burocratica:
Riduzione dei membri: le commissioni passano da sette a cinque componenti.
Ripartizione dei commissari: saranno presenti due docenti interni, due esterni e un presidente esterno.
Investimenti nella formazione: sono stati stanziati 3 milioni di euro per il 2026 e 11 milioni per il 2027 per la preparazione dei docenti coinvolti.
Inoltre, cambiano i parametri per l'assegnazione dei punti bonus. Il consiglio di classe potrà attribuire integrazioni al punteggio finale ai candidati che hanno ottenuto un voto di almeno 90 centesimi, abbassando la soglia precedente fissata a 97.
Il nuovo svolgimento del colloquio orale
Il colloquio orale rappresenta il fulcro del cambiamento. A differenza delle edizioni passate, la prova verterà su quattro discipline specifiche individuate dal Ministero tramite apposito decreto. La partecipazione alla prova orale è diventata un requisito imprescindibile: non sarà possibile superare l'esame in caso di mancato sostenimento del colloquio.
Questa misura è stata introdotta come deterrente verso le forme di protesta estrema, come le "scene mute" registrate durante le sessioni d'esame del 2025. Entro la fine del mese verranno ufficializzate le materie oggetto d'esame per ogni indirizzo di studio.