Riforma Valditara: slittano al quarto anno i 'Promessi Sposi' di Manzoni

La riforma Valditara modifica l'insegnamento de I Promessi Sposi per adattare la letteratura scolastica alle esigenze degli studenti del biennio.

25 aprile 2026 18:30
Riforma Valditara: slittano al quarto anno i 'Promessi Sposi' di Manzoni - Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni
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La riforma Valditara introduce cambiamenti strutturali nei programmi di letteratura scolastica superiore. La decisione di spostare lo studio de I Promessi Sposi al quarto anno mira a favorire una comprensione più profonda dell'opera di Manzoni in una fase di maggiore maturità linguistica e culturale degli studenti.

Riforma Valditara e il trasferimento di Manzoni

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha stabilito che il capolavoro di Alessandro Manzoni non debba più essere affrontato durante il primo biennio delle scuole superiori. La scelta deriva dalla complessità linguistica del testo, ritenuta eccessiva per studenti quattordicenni e quindicenni.

Collocando l'opera al quarto anno, gli studenti potranno analizzarla nel suo alveo storico naturale, ovvero l'Ottocento, evitando una fruizione frammentaria o poco approfondita che spesso caratterizza l'approccio precoce al testo.

Nuovi autori per la letteratura scolastica

Per colmare lo spazio lasciato dal rinvio di Manzoni, la riforma Valditara promuove l'ingresso di autori più vicini alla sensibilità contemporanea. Durante il primo biennio, i docenti potranno proporre la lettura integrale di testi di:

  • Narrativa classica del Novecento: Beppe Fenoglio, Primo Levi, Cesare Pavese e Italo Calvino.

  • Autori di genere e internazionali: Fëdor Dostoevskij, J.R.R. Tolkien, Agatha Christie e Stephen King.

L'obiettivo ministeriale è incentivare l'abitudine alla lettura attraverso generi diversi, inclusi il giallo, l'horror e la fantascienza, integrando anche linguaggi multimediali come sceneggiature e testi teatrali.

Revisione dello studio della Divina Commedia

Oltre alla gestione de I Promessi Sposi, le nuove direttive intervengono sul percorso dantesco. La Divina Commedia non sarà più distribuita su tre anni, ma verrà concentrata tra il terzo e il quarto anno.

L'approccio didattico suggerito non prevede più un numero rigido di canti da memorizzare, bensì una lettura guidata volta a trasmettere la struttura narrativa e la potenza espressiva dell'opera di Dante Alighieri in modo organico.

Reazioni del mondo accademico e scolastico

Il dibattito tra gli educatori è attualmente acceso. Alcuni docenti considerano la riforma un necessario adeguamento ai tempi, sostenendo che l'imposizione di testi troppo distanti dal linguaggio giovanile rischi di allontanare definitivamente i ragazzi dalla lettura.

Al contrario, altri esperti temono un impoverimento culturale, citando la necessità di mantenere saldi i pilastri della tradizione letteraria sin dai primi anni di studio per garantire una formazione solida e identitaria.

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