Rinnovo contratto scuola, Pacifico avverte: 'Senza risposte la firma resta lontana'
Il rinnovo contratto scuola resta fermo all'Aran: Pacifico insiste su precari, mobilità, figure di sistema, burnout e buono pasto.
Il rinnovo contratto scuola resta in salita. Il sesto incontro all'Aran sulla parte normativa del Ccnl 2025-2027 si è chiuso senza intesa. Anief rimette al centro cinque nodi: parità retributiva dei precari, vincoli di mobilità, figure di sistema, burnout e buono pasto.
Rinnovo contratto scuola, dove si è fermata la trattativa
Il tavolo dell'Aran si è riunito per la sesta volta sulla parte normativa del contratto, senza esito. Il presidente nazionale Anief spiega: «All'Aran, sul contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria stiamo vivendo una situazione particolare: le nostre richieste sindacali, anche quelle più importanti, stanno trovando ostacoli sul piano normativo e prima ancora su quello delle coperture economiche». E avverte: «Questo, è un problema per il presente ma soprattutto per il futuro, perché gli impegni vanno rispettati e senza risposte risulterà complicato arrivare a mèta». Il confronto sul rinnovo contratto scuola riprende a settembre.
Parità retributiva per i precari, il primo nodo
La richiesta più netta riguarda chi lavora con contratti a termine. Per il sindacato il personale precario deve ricevere lo stesso trattamento economico dei colleghi di ruolo, a parità di mansioni. Pacifico alza il tiro: «se non sarà inserita la parità retributiva per i precari, Anief chiederà sanzioni giornaliere alla Commissione europea». Il sindacato è pronto a portare il caso davanti alle istituzioni comunitarie, chiedendo penalità a carico dell'Italia. Una partita che tocca migliaia di supplenti impegnati ogni anno nelle scuole.
Mobilità del personale di ruolo e vincoli da rimuovere
Secondo capitolo: gli spostamenti dei docenti e del personale Ata. La legge permette già di superare alcuni vincoli di permanenza, anche annuali, ma senza modifica del contratto il principio resta sulla carta. Pacifico spiega: «sulla mobilità del personale di ruolo l'Aran deve prendere atto che la legge oggi proprio grazie alla caparbia dell'Anief consente di derogare ai vincoli illegittimi sugli spostamenti, anche annuali, imposti dal legislatore e che risultano indispensabili delle modifiche contrattuali, cosa che al momento manca e che quindi pone l'eventuale firma in alto mare». Tradotto: senza correzioni sulla mobilità, la firma si allontana.
Figure di sistema e risorse del Fis
Terzo tema: le figure di sistema, cioè i docenti con incarichi organizzativi e di coordinamento negli istituti. Il sindacato chiede che la loro formazione sia incentivata e regolata dal contratto. L'obiettivo è duplice: riconoscere chi svolge questi compiti e alleggerire il Fis, il fondo che finanzia gran parte delle attività aggiuntive. Le parole di Pacifico: «è giunta l'ora di normare la formazione incentivata delle figure di sistema per valorizzarle e liberare in tal modo le risorse del FIS da destinare a tutto il personale scolastico». Più risorse libere significa compensi più equi per collaboratori scolastici, amministrativi e docenti.
Burnout e buono pasto, i due temi rimasti fuori
Restano fuori due richieste. La prima è il riconoscimento dello stress da lavoro correlato: «Si tratta di una grave mancanza – ha sottolineato oggi Pacifico – perché chi non vuole inserire il burnout come materia di contrattazione, di fatto disconosce il lavoro del personale della scuola e i suoi rischi sulla salute, soprattutto dopo i 60 anni di età». La seconda riguarda il buono pasto, assente nel comparto Istruzione e Ricerca. Il sindacalista incalza le altre sigle: «perché non chiedono, come fa Anief, il buono pasto durante le trattative: si tratta – ha continuato Pacifico – di una indennità giornaliera importante e la sua mancanza oggi continua a discriminare ancora chi lavora a scuola». Il peso negoziale resterà decisivo a settembre.
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