Risarcimento e responsabilità sugli infortuni scolastici: la sentenza del Tribunale di Lecce fa giurisprudenza
Una sentenza analizza la responsabilità sugli infortuni scolastici dopo un incidente durante la pausa, stabilendo il diritto al risarcimento.
Un verdetto del Tribunale di Lecce ha approfondito il tema della responsabilità sugli infortuni scolastici, confermando che l'amministrazione centrale deve rispondere legalmente dei danni subiti dagli studenti durante l'orario delle lezioni. Il caso riguarda un alunno di dieci anni rimasto ferito dopo uno scontro nel corridoio del plesso. La magistratura ha stabilito che la protezione della integrità fisica dei minori non può subire interruzioni, specialmente in momenti critici come la ricreazione. La sentenza sottolinea l'importanza di un monitoraggio costante che non ammette distrazioni da parte del personale, garantendo la sicurezza in ogni spazio comune dell'edificio. La custodia del minore è un dovere primario che inizia all'ingresso e termina solo con l'uscita effettiva.
Dinamica dell'evento e carenza di vigilanza
L'incidente è avvenuto quando un compagno ha urtato il bambino causandone una caduta rovinosa con lesioni al volto. Gli accertamenti hanno evidenziato una chiara falla nella responsabilità sugli infortuni scolastici dovuta all'assenza dei sorveglianti preposti. Una collaboratrice si trovava infatti presso un fotocopiatore invece di presidiare i servizi igienici come previsto dal piano organizzativo interno dell'istituto. Parallelamente, le insegnanti non hanno esercitato il controllo visivo necessario né fornito istruzioni per prevenire scontri tra gli allievi in transito. La vivacità infantile durante la pausa rappresenta un rischio prevedibile che richiede una presenza vigile e costante degli adulti per neutralizzare i pericoli negli spazi comuni.
Profili legali e calcolo del risarcimento
La sentenza n. 1716/2026 chiarisce che la responsabilità sugli infortuni scolastici ricade direttamente sul Ministero per il rapporto organico con i dipendenti statali. Secondo l'articolo 2048 del codice civile, i precettori devono dimostrare di aver adottato ogni misura possibile per evitare il fatto dannoso. Senza prove concrete di una solida organizzazione preventiva o sanzionatoria, lo Stato è stato condannato a risarcire circa tremilacinquecento euro per il danno biologico accertato e le spese mediche documentate dalla famiglia. La decisione conferma che l'onere probatorio per la scuola è estremamente gravoso, richiedendo una diligenza superiore alla media in ogni fase della giornata scolastica e in ogni ambiente didattico.