Risarcimento RPD: il Ministero ha 60 giorni per pagare la docente
Una docente precaria ottiene il pagamento della RPD dopo l'intervento del tribunale amministrativo contro il ministero dell'istruzione.
La questione del riconoscimento della RPD per i supplenti della scuola segna un nuovo punto a favore dei lavoratori. Il Tar del Lazio è intervenuto con fermezza per garantire che una docente ricevesse le somme spettanti dopo anni di incarichi brevi, superando l'inerzia burocratica dell'amministrazione centrale che non aveva ancora dato seguito a una precedente sentenza.
Il mancato pagamento della retribuzione professionale docenti
La vicenda riguarda una docente che, dopo tre anni di supplenze brevi e saltuarie tra il 2015 e il 2018, non aveva ricevuto la RPD. Nonostante una prima sentenza favorevole del giudice del lavoro, che quantificava il credito in circa 4.000 euro oltre agli interessi, l'amministrazione non aveva proceduto al versamento.
A causa di questa inadempienza, il sindacato Anief ha presentato ricorso al Tar del Lazio per ottenere l'ottemperanza del giudicato. Il tribunale amministrativo ha confermato l'obbligo del Ministero di corrispondere quanto dovuto, tutelando il diritto dei supplenti a parità di trattamento economico.
La decisione del tribunale contro il ministero
Il Tar del Lazio ha emesso un'ordinanza chiara: l'amministrazione deve eseguire il pagamento entro 60 giorni dalla notifica della sentenza. In caso di ulteriore ritardo, è già stato previsto un meccanismo di controllo rigoroso per evitare che il diritto della lavoratrice rimanga solo sulla carta.
Il ruolo del commissario ad acta e le sanzioni
Per garantire l'effettività della tutela, i giudici hanno stabilito quanto segue:
Nomina di un commissario: è stato designato il Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per il Lazio come Commissario ad acta.
Termini di intervento: se il Ministero non pagherà entro i primi 60 giorni, il Commissario avrà ulteriori 120 giorni per provvedere direttamente.
Penalità di mora: sono state applicate le cosiddette astreintes, ovvero sanzioni pecuniarie calcolate in base agli interessi legali per ogni giorno di ritardo accumulato.
Questa sentenza ribadisce che la RPD non è un bonus discrezionale, ma una componente essenziale della retribuzione che spetta di diritto a tutto il personale docente, indipendentemente dalla durata del contratto.