Safina–Vitality tra le esperienze PNRR più innovative
Il successo di Safina-Vitality dimostra come ricerca e tecnologia possano migliorare la vita di anziani e persone fragili sul territorio.
Il progetto Safina-Vitality rappresenta un'eccellenza nell'ambito del PNRR, promuovendo innovazione sociale e benessere. Grazie alla collaborazione tra ricercatori e aziende, l'iniziativa trasforma la ricerca accademica in servizi concreti per le comunità e i cittadini.
Inclusione, invecchiamento attivo e blockchain: Safina–Vitality tra le esperienze PNRR più innovative
Coordinato dall’Università di Macerata, conta oltre 100 ricercatori coinvolti, 123 pubblicazioni scientifiche e più di mille persone raggiunte dalle attività formative. L’esperienza punta a diventare una piattaforma stabile di innovazione sociale
Benessere, comunità e sviluppo sostenibile non sono slogan, ma risultati misurabili. Con una giornata di restituzione pubblica, l’Università di Macerata ha presentato gli esiti di Safina – Spoke 7 del progetto Vitality, parte dell’Ecosistema dell’Innovazione finanziato dall’Unione europea finanziato attraverso il programma NextGenerationEU nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Non una semplice chiusura di progetto, ma il racconto di un percorso che ha messo in rete competenze umanistiche, giuridiche, economiche e tecnologiche per affrontare alcune delle fragilità più urgenti del nostro tempo: inclusione sociale, disabilità psichica, discriminazioni di genere, invecchiamento attivo, accessibilità del patrimonio culturale, innovazione digitale a supporto delle piccole e medie imprese.
Il rettore John McCourt, ha definito Safina “un sistema corale che ha coinvolto tutti i dipartimenti dell’Ateneo, più di cento ricercatori, enti e aziende. Un’esperienza che dimostra quanto il lavoro in rete renda più forti di fronte a sfide complesse. Le buone pratiche sperimentate potranno essere replicate su territori più ampi e su nuovi gruppi sociali, trasformando un progetto PNRR in una piattaforma stabile di innovazione sociale”. Sulla stessa linea Fabio Graziosi, presidente della Fondazione Vitality, che ha sottolineato i “risultati molto importanti dal punto di vista scientifico e tecnologico”.
I numeri confermano la portata dell’iniziativa. Sono 106 le persone dell’Università di Macerata coinvolte direttamente nel progetto, insieme a ricercatori dell’Università dell’Aquila e a quattro soggetti affiliati, tra cui le imprese Meccano, Cosmob e Irca. Quasi il 30 per cento dei partecipanti è stato reclutato grazie a Safina: giovani ricercatrici e ricercatori, a testimonianza dell’impatto anche occupazionale dell’investimento Pnrr. Cinque i bandi “a cascata” finanziati per sostenere progetti sviluppati da aziende locali, uno lo spin-off nato in seno a Unimc. Le attività formative hanno coinvolto circa mille persone, con 31 accordi siglati con stakeholder del territorio impegnati nell’ambito delle fragilità sociali. Significativo anche il lavoro svolto con le istituzioni per la redazione di linee guida dedicate all’accesso ai beni culturali da parte di anziani e persone fragili, in collaborazione, tra gli altri, con il Museo Tattile Statale Omero. Sul piano scientifico, Safina ha prodotto 123 pubblicazioni, molte su riviste internazionali di fascia alta.
Come ha spiegato Elisabetta Michetti, membro del Comitato tecnico-scientifico, tra le azioni più innovative, la formazione dei caregiver familiari e migranti e lo studio sull’“invecchiamento attivo”, che ha coinvolto 500 persone over 65 nelle Marche, in Umbria e in Abruzzo, portando alla costruzione di un indice dedicato e alla creazione di un dataset disponibile per ulteriori ricerche e per orientare le politiche pubbliche. Dall’utilizzo della tecnologia blockchain per la competitività delle pmi fino a interventi nelle carceri attraverso strumenti educativi come il gioco, il progetto ha intrecciato cura, diritti e innovazione sociale. “Le scienze umane producono conoscenza aperta e condivisa, disponibile a tutti per sviluppare servizi alla comunità», ha ricordato la referente dello Spoke 7, Silvana Colella. “Il vero sviluppo non è solo economico: comprende il benessere della comunità, il rispetto dell’ambiente e il sostegno ai più fragili”.