Sardine richiamate per eccesso di istamina: ecco quali sono i lotti a rischio

Il Ministero della Salute ha diffuso un'allerta riguardante alcune sardine richiamate a causa di un rischio istamina elevato.

20 aprile 2026 08:00
Sardine richiamate per eccesso di istamina: ecco quali sono i lotti a rischio -
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Sardine richiamate per eccesso di istamina - Il provvedimento interessa specifici lotti surgelati che potrebbero causare reazioni avverse se ingeriti dai consumatori. Le autorità sanitarie hanno disposto il ritiro immediato dal mercato di un lotto di pesce surgelato a marchio Wofco. La misura si è resa necessaria a seguito di controlli che hanno evidenziato una concentrazione di istamina superiore ai limiti di legge, rendendo il prodotto non idoneo al consumo umano.

Dettagli del prodotto coinvolto

Il richiamo riguarda specificamente i filetti di sardine denominati "FIL SARDINE BUTTERFLY 40/80 GR800", commercializzati in confezioni sottovuoto da 800 grammi. L'azienda produttrice è la Worldwide Fishing Company, con sede a Vigo, in Spagna.

Per identificare il prodotto interessato, i consumatori devono verificare le seguenti informazioni sulla confezione:

  • Lotto di produzione: 2564080210

  • Data di scadenza: 2 aprile 2027

Rischi legati alla sindrome sgombroide

La presenza eccessiva di istamina nel pesce è spesso correlata a una conservazione inadeguata o a un'interruzione della catena del freddo. Se assunta in dosi elevate, questa sostanza può scatenare la cosiddetta sindrome sgombroide.

I sintomi principali includono:

  • Arrossamento cutaneo e prurito.

  • Cefalea intensa e vertigini.

  • Disturbi gastrointestinali come nausea, vomito o diarrea.

Il Ministero della Salute raccomanda la massima attenzione, poiché la cottura non elimina completamente il rischio se i livelli di istamina sono già elevati nelle carni del pesce.

Cosa fare con le sardine richiamate

Chiunque avesse acquistato il prodotto appartenente al lotto indicato è invitato a non consumarlo. Le confezioni devono essere restituite tempestivamente al punto vendita d'acquisto per ottenere il rimborso o la sostituzione. I rivenditori sono già stati allertati per rimuovere la merce dagli scaffali e gestire le procedure di reso in conformità con le norme di sicurezza alimentare.

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