Scatti di anzianità negati ai precari: perché il DL Salva Infrazioni non basta
La Commissione Europea contesta la discriminazione retributiva verso docenti e ATA a termine: la FLC CGIL rivendica la parità di trattamento immediata.
L'Europa riaccende il faro sui diritti dei lavoratori scolastici: al centro della disputa gli scatti di anzianità precari scuola negati. Bruxelles contesta all'Italia la violazione delle norme comunitarie, mentre i sindacati esigono l'equiparazione salariale per il personale a tempo determinato.
La normativa sugli scatti di anzianità precari scuola e la disparità retributiva
Nel complesso panorama del diritto scolastico italiano, emerge una problematica strutturale che divide il personale in due categorie distinte, nonostante l'identità delle mansioni svolte. Attualmente, la legislazione nazionale riserva la progressione economica legata all'anzianità di servizio — i cosiddetti scatti — esclusivamente ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato. Questa impostazione crea una forchetta retributiva che si amplia con il passare degli anni: un docente o un collaboratore ATA che lavora da un decennio come supplente percepisce lo stipendio base di un neoassunto, senza alcun riconoscimento dell'esperienza maturata.
La FLC CGIL ha sollevato con forza la questione, evidenziando come tale meccanismo configuri una palese violazione del principio di non discriminazione. Non si tratta, secondo l'organizzazione sindacale, di una semplice questione burocratica, ma di una sostanziale iniquità che colpisce il personale precario. La richiesta non si limita al risarcimento danni ex post, ma punta al riconoscimento degli anni di servizio pre-ruolo direttamente in busta paga, durante la vigenza del contratto a termine, e a una ricostruzione di carriera integrale al momento dell'eventuale immissione in ruolo.
Procedura d'infrazione UE: perché il Decreto Salva Infrazioni non basta
La situazione ha varcato i confini nazionali, attirando l'attenzione della Commissione Europea, che ha attivato la procedura d'infrazione INFR(2024)2277. Bruxelles ha inviato una lettera di messa in mora al governo italiano, contestando la mancata aderenza alla Direttiva 1999/70/CE. Tale direttiva impone agli Stati membri di prevenire l'abuso dei contratti a termine e, soprattutto, vieta di trattare i lavoratori a tempo determinato in modo meno favorevole rispetto ai colleghi di ruolo, a meno che non sussistano ragioni oggettive, che nel caso della scuola appaiono difficili da sostenere.
Il governo italiano ha tentato di arginare le critiche europee approvando il Decreto Legge n. 131/2024, noto come "Salva Infrazioni". Sebbene il provvedimento abbia innalzato l'indennità risarcitoria per l'abuso di contratti a termine (portandola fino a un massimo di 24 mensilità), non ha scalfito il nodo centrale: la mancata parità di trattamento stipendiale in corso d'opera. Per l'Unione Europea, un risarcimento al termine del rapporto non sana la discriminazione subita mese per mese attraverso il mancato riconoscimento degli scatti di anzianità.
Le richieste della FLC CGIL e le azioni legali a tutela dei docenti
Scaduti i termini concessi all'Italia per adeguarsi alle osservazioni europee, la vertenza si è inasprita. La FLC CGIL preme sul Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) affinché si proceda non solo alla stabilizzazione dei precari storici, ma anche all'immediato adeguamento delle fasce stipendiali. L'obiettivo è smantellare il sistema che vede il precariato scolastico come un bacino di manodopera a basso costo per lo Stato.
In attesa che la Corte di Giustizia dell'Unione Europea si pronunci nuovamente — dato che l'Italia è già stata deferita per l'abuso della reiterazione dei contratti — il sindacato ha confermato la prosecuzione delle azioni legali. Le rivendicazioni vertono su tre pilastri fondamentali: il computo totale del servizio pre-ruolo, il pagamento delle differenze retributive maturate e mai percepite a causa del blocco degli scatti, e un risarcimento congruo per la precarizzazione abusiva. La battaglia per gli scatti di anzianità precari scuola si conferma dunque cruciale per il futuro assetto contrattuale del comparto istruzione.