Schlein e scuola, tagli e autonomia ridotta: è scontro aperto tra Pd ed esecutivo Meloni
Al Revolution Camp la leader del Pd rilancia il tema della scuola e attacca il governo sui tagli e sul ddl Valditara.
Il binomio Schlein e scuola torna al centro del dibattito politico dopo l'intervento della segretaria del Partito Democratico al Revolution Camp. Tra le tende della piana archeologica, Elly Schlein ha usato parole nette contro l'esecutivo Meloni, accusato di aver tagliato risorse e ridotto l'autonomia degli istituti nelle aree più fragili del Paese.
Schlein e scuola: la sfida sul dimensionamento
Il primo affondo riguarda il dimensionamento scolastico, il meccanismo che accorpa plessi e istituti per razionalizzare la spesa. Per la segretaria si tratta di una scelta che colpisce soprattutto i territori periferici. Le sue parole sono dirette: «Dietro quei termini burocratici si nascondono le decisioni peggiori». La leader ricorda che in Italia la povertà passa di generazione in generazione e che l'istruzione pubblica resta l'unico vero antidoto. Un luogo che, a suo dire, viene svuotato di senso invece di essere rafforzato come primo strumento di emancipazione sociale.
Docenti da valorizzare e studenti da ascoltare
Al centro delle richieste c'è la valorizzazione dei docenti. «Chi insegna va retribuito in modo dignitoso, non può essere considerato un costo», ha detto la segretaria. A questo si aggiunge un appello all'ascolto attivo degli studenti. Secondo la leader dem, anche le voci critiche vanno accolte, perché una scuola migliore non si costruisce ignorando chi la vive ogni giorno. Il messaggio punta a mettere al centro le persone: insegnanti e ragazzi come risorsa e non come voce di spesa da comprimere nei bilanci dello Stato.
Il nodo del ddl Valditara e dell'educazione affettiva
Molto duro il passaggio sul ddl Valditara, il disegno di legge del ministro dell'Istruzione. Per Schlein va in controtendenza rispetto al resto d'Europa. Limitare l'educazione affettiva e sessuale, spiega, significa rinunciare a uno strumento essenziale contro bullismo, discriminazioni e violenza di genere. Le sue parole non lasciano spazio a dubbi: «È una scelta che guarda indietro, non avanti». Il tema tocca da vicino il modo in cui la scuola prova a formare cittadini consapevoli e a prevenire fenomeni sempre più diffusi tra i più giovani.
La voce degli studenti e l'articolo 34
Sul palco salgono anche i ragazzi della Rete degli Studenti Medi e dell'Udu. Il loro messaggio è netto: «La politica ha tradito la scuola». Denunciano tagli che hanno colpito un pilastro sancito dall'articolo 34 della Costituzione, che garantisce a tutti l'accesso ai gradi più alti dell'istruzione. Tra le conseguenze citano la fuga dei cervelli, con tanti giovani costretti a lasciare l'Italia. Le proposte concrete non mancano:
diritto alla casa per gli studenti fuorisede;
potenziamento del welfare universitario;
condizioni di vita dignitose per chi studia.
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