Sciopero dei pensionati in Molise: un segnale forte contro l’abbandono sociale

Una mobilitazione che va oltre la semplice rivendicazione economica per toccare le corde della dignità: Tecla Boccardo e la UILP accendono i riflettori sulle difficoltà della terza età.

19 gennaio 2026 18:30
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Sciopero dei pensionati
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Non è il classico blocco della produzione, ma un’onda d’urto morale quella che parte oggi dal Molise. Lo sciopero dei pensionati indetto per oggi 19 gennaio 2026, guidato dalla UILP, si configura come un atto simbolico ma dirompente, orchestrato per denunciare l'isolamento istituzionale che sta soffocando la fascia più fragile della popolazione.

Il significato del gesto: oltre la protesta, una richiesta di dignità

In una regione segnata dall’inverno demografico e dallo spopolamento, la mobilitazione odierna assume contorni drammatici. Tecla Boccardo, figura di spicco e Segretaria della UILP Molise, ha definito l'iniziativa come un "grido di allarme" necessario. Non potendo incrociare le braccia in fabbrica o in ufficio, i pensionati scioperano contro l'indifferenza.

La protesta non è fine a sé stessa, ma serve a smascherare quella che i sindacati definiscono una narrazione governativa distorta. Non si tratta solo di numeri o percentuali, ma della vita quotidiana di migliaia di anziani che, dopo una vita di lavoro, si trovano a dover scegliere tra fare la spesa o curarsi. L’atto simbolico di oggi vuole squarciare il velo di silenzio che spesso copre la povertà grigia, quella che si consuma nel segreto delle mura domestiche.

Rivalutazione o "Mancetta"? Il crollo del potere d'acquisto

Al centro della contesa c'è la questione economica, divenuta ormai insostenibile. La recente manovra di adeguamento delle pensioni, che prevede un incremento dell’1,4% legato all’inflazione, è stata bocciata senza appello dalla UILP.

Boccardo non usa mezzi termini e parla di una "mancetta" offensiva. In un contesto economico dove i prezzi dei beni di prima necessità e delle bollette continuano a galoppare, un adeguamento così esiguo non copre nemmeno lontanamente la perdita reale del potere d'acquisto. Per un pensionato molisano, il cui assegno medio è spesso frutto di carriere discontinue o salari storicamente bassi, questi aumenti si traducono in pochi euro lordi: una cifra che non basta a comprare nemmeno il pane per una settimana. La richiesta è chiara: serve una riforma strutturale, non bonus <i>una tantum</i> che sanno di beffa.

Sanità pubblica e solitudine: l'emergenza invisibile

Ma lo sciopero tocca un nervo ancora più scoperto: il collasso della sanità pubblica. In Molise, le liste d'attesa infinite costringono spesso gli anziani a rivolgersi al privato, erodendo ulteriormente le loro magre risorse, o peggio, a rinunciare alle cure.

La UILP Molise sottolinea come la tutela della salute non possa essere considerata un lusso. L'anziano non è un peso, ma una risorsa, spesso un ammortizzatore sociale per figli e nipoti precari. Se crolla questo pilastro, crolla l'intera tenuta sociale del territorio. La protesta di oggi, dunque, è un appello alla politica affinché torni a investire nel welfare di prossimità e nei servizi essenziali, garantendo che l'invecchiamento non sia sinonimo di povertà ed esclusione.

La notizia in sintesi...

Perché i pensionati stanno scioperando oggi in Molise? I pensionati, guidati dalla UILP, protestano contro l'adeguamento insufficiente delle pensioni al costo della vita e contro i tagli alla sanità pubblica, rivendicando maggiore dignità e potere d'acquisto.

Che cosa si intende per "atto simbolico" in questo sciopero? Poiché i pensionati non lavorano attivamente, il loro sciopero si manifesta attraverso gesti dimostrativi di forte impatto visivo e sociale, mirati a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sul loro stato di disagio.

Qual è la posizione di Tecla Boccardo sulla rivalutazione delle pensioni? Tecla Boccardo, segretaria UILP Molise, ha definito l'aumento dell'1,4% una "mancetta" inadeguata, sottolineando come non riesca a compensare l'inflazione reale e l'aumento dei costi dei beni primari.

Quali sono le principali richieste rivolte al Governo? Le richieste includono una rivalutazione strutturale e non irrisoria degli assegni pensionistici, il potenziamento del servizio sanitario regionale per abbattere le liste d'attesa e misure concrete contro la povertà anziana.

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