Pensioni insegnanti: le proposte di Tassella (SBC) per l'uscita a 63 anni

Libero Tassella chiede interventi urgenti per ridurre lo stress e il divario generazionale, anticipando l'età per le pensioni insegnanti.

13 gennaio 2026 13:55
Pensioni insegnanti: le proposte di Tassella (SBC) per l'uscita a 63 anni - Libero Tassella SBC
Libero Tassella SBC
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L'associazione SBC avanza nuove richieste sulle pensioni insegnanti, evidenziando la necessità di abbassare l'età di uscita. Al centro del dibattito vi sono il crescente divario anagrafico con gli studenti e l'aumento delle patologie legate all'usura psicofisica della professione docente.

Il divario generazionale e l'impatto sulla didattica

Il dibattito sulla permanenza in servizio dei docenti fino alla soglia dei 67 anni è tornato prepotentemente attuale. Secondo l'analisi fornita da Libero Tassella, esponente di SBC (Scuola Bene Comune), l'attuale assetto normativo trascura una problematica fondamentale: l'eccessiva distanza anagrafica tra la cattedra e i banchi. Questo divario cronologico si traduce inevitabilmente in una profonda distanza culturale che rischia di compromettere l'efficacia della comunicazione educativa. Non si tratta meramente di una questione statistica, bensì della qualità dell'insegnamento in ogni ordine e grado scolastico, messa a dura prova da un'aspettativa di vita lavorativa che appare sempre più disallineata rispetto alle esigenze pedagogiche della società contemporanea.

Stress professionale e nuove patologie della categoria

Oltre alle questioni puramente didattiche, emerge con forza il tema della salute e della sicurezza sul lavoro. La professione docente è caratterizzata da quello che viene definito un "accumulo di stress professionale", un fenomeno che si è consolidato e aggravato negli ultimi tre decenni. La gestione delle complesse reti relazionali tra colleghi, studenti e famiglie comporta un costo elevato in termini psicofisici. Le evidenze mediche mostrano un cambiamento preoccupante nel quadro clinico della categoria: se in passato le malattie professionali riguardavano principalmente l'apparato fono-articolatorio, oggi si registra un'incidenza crescente di patologie cardiocircolatorie, oncologiche e neuropsichiatriche, strettamente correlate al logorio lavorativo prolungato e al burnout.

Le richieste per riformare le pensioni insegnanti

Di fronte a questo scenario critico, Scuola Bene Comune non si limita all'analisi dei fenomeni, ma avanza soluzioni concrete per tutelare la categoria e il sistema istruzione. L'obiettivo delle proposte è duplice: salvaguardare la salute del personale scolastico e garantire un ricambio generazionale divenuto ormai improrogabile. Le istanze presentate puntano a un riconoscimento formale della gravosità del lavoro svolto nelle aule, proponendo misure legislative che permettano un'uscita dal mondo del lavoro più consona alle attuali condizioni operative della scuola italiana, evitando che l'innalzamento dell'aspettativa di vita si traduca automaticamente in una permanenza forzata in servizio.

I quattro punti programmatici per il futuro della scuola

Nello specifico, la piattaforma rivendicativa elaborata da Libero Tassella si articola in quattro interventi strutturali volti a migliorare il benessere lavorativo e l'efficienza del sistema:

  • Riconoscimento ufficiale della docenza come lavoro usurante, fissando a 63 anni il limite massimo per l'accesso alla pensione, anticipando l'uscita rispetto agli attuali requisiti.

  • Incentivazione della mobilità intercompartimentale, offrendo ai docenti la possibilità di transitare verso altre amministrazioni statali per svolgere mansioni diverse dall'insegnamento frontale.

  • Inclusione normativa delle malattie di tipo cardiologico, oncologico e delle patologie neuropsichiatriche nell'elenco delle infermità riconosciute come dipendenti da causa di servizio per il personale docente.

  • Abbattimento dell'età media di ingresso nella professione attraverso una campagna straordinaria di immissioni in ruolo a tempo indeterminato, riducendo il precariato e portando risorse più giovani nelle scuole.

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