Sciopero scuola maggio, Cobas: docenti e ATA in piazza contro le prove Invalsi

Analisi delle motivazioni dello sciopero scuola maggio per il rinnovo del contratto e l'opposizione alle prove Invalsi.

06 marzo 2026 12:30
Sciopero scuola maggio, Cobas: docenti e ATA in piazza contro le prove Invalsi -
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L'organizzazione sindacale Cobas ha indetto uno sciopero scuola maggio previsto per le giornate del 6 e del 7. La mobilitazione coinvolge docenti e personale ATA per contrastare le criticità del sistema educativo e richiedere un rinnovo contratto scuola dignitoso che tuteli realmente il potere d'acquisto dei lavoratori.

Le ragioni dello sciopero scuola maggio e il nodo prove Invalsi

La protesta si concentra prioritariamente sulla critica ai test standardizzati. Secondo i promotori, le prove Invalsi non hanno prodotto miglioramenti qualitativi nel sistema d'istruzione, limitandosi a misurare competenze in modo decontestualizzato.

L'adozione di test a risposta chiusa ha favorito la pratica del teaching to test, sottraendo tempo prezioso alla didattica attiva e laboratoriale. Lo sciopero è esteso a ogni ordine e grado per ribadire che la valutazione educativa richiede strumenti più complessi di un semplice quiz.

Tutela salariale e rinnovo contratto scuola

Un punto centrale della mobilitazione riguarda la svalutazione economica del lavoro nel comparto istruzione. Negli ultimi tre decenni, docenti e personale ATA hanno subito una riduzione del potere d’acquisto stimata intorno al 30%.

  • Adeguamento inflattivo: Gli aumenti previsti dagli ultimi accordi (circa il 6%) non coprono l'inflazione del triennio precedente, ferma al 14,8%.

  • Dignità professionale: Il recupero salariale è considerato una condizione necessaria per garantire la qualità dell'insegnamento.

Previdenza, precariato e riforme strutturali

Il sindacato contesta le attuali politiche previdenziali, opponendosi alla privatizzazione rappresentata dal Fondo Espero e al meccanismo del silenzio-assenso. Si richiede una pensione legata all'ultimo stipendio e un'uscita anticipata che riconosca la natura usurante della professione.

Contrasto alla precarietà e ruolo unico

Per eliminare l'instabilità che colpisce oltre 200.000 lavoratori, si propone:

  1. L'assunzione su tutti i posti vacanti tramite il ripristino del "doppio canale".

  2. L'istituzione di un ruolo unico docente dall'infanzia alla secondaria, per superare le disparità contrattuali basate sul grado di scuola.

Opposizione alla riduzione dei cicli e autonomia differenziata

La mobilitazione esprime un parere contrario alla riduzione del percorso superiore a quattro anni, temendo un taglio degli organici e un calo della qualità formativa. Viene inoltre respinta l'autonomia differenziata, vista come un rischio di frammentazione del diritto all'istruzione su base regionale, e le nuove indicazioni nazionali 2025, giudicate eccessivamente ideologiche.

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