Sciopero Unicobas 20 aprile: intervista esclusiva al Prof. Monzù

Le ragioni dello sciopero Unicobas del 20 aprile 2026 spiegate dal Segretario Regionale Monzù: stipendi, ferie e libertà di insegnamento.

A cura di Redazione Redazione
13 aprile 2026 19:45
Sciopero Unicobas 20 aprile: intervista esclusiva al Prof. Monzù - Marco Monzù Rossello
Marco Monzù Rossello
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In questa intervista, il Prof. Marco Monzù Rossello illustra a Scuolalink le motivazioni dello sciopero Unicobas previsto per il prossimo 20 aprile. Un'analisi critica che tocca temi centrali come il precariato, gli stipendi e la difesa della scuola pubblica nazionale.

L'intervista al Prof. Monzù

Prof. Monzù, perché Unicobas ha proclamato lo sciopero nazionale della scuola per il 20 aprile 2026?

Lo sciopero nasce per contrastare una serie di attacchi sempre più pesanti alla scuola pubblica e al personale. Contestiamo il tentativo di ridurre le ferie estive degli insegnanti e gli sprechi militari a discapito degli investimenti sociali. Chiediamo risorse concrete per scuola, casa e sanità, rivendicando misure economiche immediate come una provvisionale di 200 euro netti mensili per tutti e l’introduzione della quattordicesima mensilità per recuperare il potere d’acquisto.

Uno dei temi più discussi è il possibile taglio delle vacanze estive. Qual è la vostra posizione?

È un affronto inaccettabile alla categoria. La proposta di ridurre di 10 giorni le ferie dei docenti per redistribuirle secondo logiche regionali o industriali è sbagliata nel metodo e nel merito. Piuttosto, si dovrebbe intervenire sulle reali emergenze della scuola: l’edilizia scolastica, la sicurezza e le condizioni delle aule. Oggi l’80% degli edifici non è a norma e il 50% non possiede nemmeno l’agibilità.

Parlate anche di attacchi alla libertà di insegnamento. A cosa vi riferite?

Ci riferiamo a diversi episodi gravi: dalla schedatura degli studenti alle campagne discriminatorie tollerate dal Ministero, fino all’imposizione delle nuove Indicazioni Nazionali senza alcun confronto con la comunità scolastica. A questo si aggiungono strumenti come PCTO e Invalsi, che riducono la complessità educativa e spingono verso una visione aziendalista della scuola.

Passiamo alla questione economica: perché definite il rinnovo contrattuale una “beffa”?

Perché gli aumenti previsti sono del tutto insufficienti. Parliamo di circa 106 euro netti medi per i docenti e 88 euro per il personale ATA, cifre che non compensano minimamente l’inflazione. In quattro anni il potere d’acquisto è calato del 24,9% e questo contratto ne recupera solo una piccola parte. Gli stipendi italiani restano purtroppo molto inferiori agli standard europei.

Quali sono le principali richieste di Unicobas sul piano contrattuale e occupazionale?

Chiediamo interventi strutturali: aumenti significativi, quattordicesima mensilità e l’equiparazione agli standard europei. Sul piano occupazionale, servono assunzioni stabili tramite graduatorie, il doppio canale di reclutamento, la riduzione del numero di alunni per classe e almeno 60.000 nuove assunzioni tra collaboratori, tecnici e amministrativi, oltre alla stabilizzazione dei docenti di sostegno.

Un altro punto centrale è il rifiuto dell’autonomia regionale differenziata. Perché?

Perché aumenterebbe ulteriormente i divari territoriali già esistenti. La scuola deve restare pubblica, nazionale e uguale per tutti. Siamo contrari anche alla privatizzazione strisciante, come i fondi pensione o l’assicurazione sanitaria integrativa: il sistema pubblico deve restare universale ed equo.

Infine, nel vostro documento c’è anche un riferimento alla politica internazionale. Qual è il legame con la scuola?

Il legame è diretto e riguarda le risorse pubbliche. Mentre si aumentano le spese militari, si sottraggono fondi a settori fondamentali come scuola, sanità e welfare. Chiediamo una politica diversa: meno spese belliche e più investimenti sociali, oltre al rispetto del diritto internazionale e al riconoscimento dei diritti di tutti i popoli.

Un messaggio finale ai lavoratori della scuola?

È il momento di mobilitarsi. Solo con una partecipazione ampia allo sciopero del 20 aprile possiamo difendere la dignità del lavoro nella scuola e rilanciare un sistema pubblico realmente equo, democratico e di qualità.

Conclusioni

Lo sciopero Unicobas del 20 aprile 2026 rappresenta una protesta corale contro i tagli alle ferie, i salari insufficienti e l’autonomia differenziata. Le richieste principali puntano a un adeguamento degli stipendi agli standard europei e a massicci investimenti nell'edilizia scolastica. L'obiettivo è difendere il valore della scuola pubblica e la dignità di tutto il personale.

Allegati

Manifesto Sciopero 20 Aprile 2026

Sciopero 20 aprile VOLANTINO

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