Scuola e diritti: il CNDDU sul caso in Appello a Brescia
Il CNDDU interviene sul procedimento a Brescia ribadendo la centralità della scuola inclusiva e la protezione degli alunni più fragili.
In merito alla vicenda giudiziaria di Brescia, il CNDDU sottolinea come la scuola debba restare un presidio di tutela per tutti. È fondamentale garantire il benessere degli studenti più fragili e potenziare la formazione del personale per prevenire criticità e gestire le complessità.
Caso in Appello a Brescia: riflessione sulla tutela degli alunni più fragili
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani segue con attenzione la vicenda giudiziaria riportata dalla stampa locale e nazionale relativa al procedimento in corso presso la Corte d’Appello di Brescia, riguardante una docente di sostegno già destinataria di una sentenza di primo grado. L’impugnazione presentata dalla Procura, e la conseguente rinnovazione del dibattimento, rappresentano un momento significativo dell’iter processuale e richiamano l’importanza di un esame accurato, sereno e approfondito di tutti gli elementi disponibili.
In tale contesto, il CNDDU ribadisce con fermezza la necessità di rispettare il principio di presunzione di innocenza, cardine dello Stato di diritto, evitando ogni forma di anticipazione di giudizio o attribuzione di responsabilità che spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria competente. Allo stesso tempo, riconosciamo il bisogno delle famiglie e della comunità scolastica di vedere chiariti i fatti, affinché tutti gli attori coinvolti possano ritrovare fiducia e serenità nel proprio ambiente educativo.
La vicenda, indipendentemente dagli esiti giudiziari, richiama l’attenzione su un tema cruciale: la tutela dei diritti degli alunni, in particolare di quelli con disabilità o bisogni educativi speciali. È essenziale che ogni scuola sia dotata di strumenti efficaci per monitorare il benessere degli studenti, affrontare tempestivamente eventuali segnali di difficoltà e garantire un clima di rispetto, ascolto e accoglienza.
Il CNDDU ritiene importante rafforzare i percorsi formativi rivolti a docenti e personale ATA, promuovere momenti di confronto e supervisione professionale, e incentivare l’adozione di buone pratiche di prevenzione. L’obiettivo non è individuare colpe, ma creare le condizioni per ridurre al minimo situazioni di disagio, incomprensione o tensione che possano emergere nelle dinamiche scolastiche più complesse.
Inoltre, la ricostruzione dei fatti riportata dai media mette in luce il ruolo fondamentale delle famiglie, che rappresentano il primo presidio di osservazione del benessere dei minori. Il loro coinvolgimento e la loro capacità di collaborare con la scuola e con i servizi sanitari territoriali costituiscono elementi indispensabili per costruire un’alleanza educativa solida e orientata alla tutela dei diritti del bambino.
Appare altrettanto centrale valorizzare il contributo degli specialisti che ruotano attorno ai percorsi di inclusione — neuropsichiatri, educatori, psicologi, terapisti — la cui partecipazione nei processi di valutazione e sostegno può offrire orientamenti preziosi. Un sistema scolastico realmente inclusivo non può prescindere dalla presenza di una rete di figure competenti e coordinate, capaci di operare in sinergia.
Il CNDDU auspica che questa vicenda sia affrontata da tutte le parti con equilibrio, responsabilità e senso istituzionale, ed esprime fiducia che il processo in corso possa rappresentare un’occasione di chiarezza e di rafforzamento delle garanzie per tutti. La scuola deve rimanere un luogo in cui ogni persona — alunni, famiglie, insegnanti — si senta tutelata nei propri diritti fondamentali.
Più che soffermarsi su singoli episodi riportati dalle cronache giudiziarie, riteniamo necessario usare questa occasione per promuovere una riflessione ampia sulla qualità dell’inclusione scolastica nel nostro Paese: un obiettivo che richiede risorse adeguate, formazione continua, strumenti organizzativi efficaci e una cultura diffusa del rispetto della dignità umana.
Il CNDDU invita pertanto le istituzioni competenti a intensificare gli sforzi per assicurare ambienti educativi sereni, sicuri e capaci di prevenire criticità, sostenendo al contempo i docenti che operano quotidianamente in contesti ad alta complessità relazionale. Solo attraverso investimenti strutturali e politiche lungimiranti sarà possibile consolidare quel modello di scuola inclusiva che rappresenta uno dei pilastri più preziosi della nostra democrazia.
prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU