Scuola e migrazioni: Avs interroga Valditara sul caso di Marostica
Un progetto didattico su scuola e migrazioni finisce al centro dello scontro politico dopo l’invio di ispettori ministeriali in una primaria vicentina.
L’iniziativa su scuola e migrazioni realizzata in una classe quinta elementare di Marostica, in provincia di Vicenza, ha aperto un confronto acceso sul ruolo dell’educazione civica, della libertà di insegnamento e dell’empatia nei percorsi scolastici. Secondo quanto riportato in un comunicato del 19 maggio 2026, il Ministero dell’Istruzione ha disposto verifiche dopo le polemiche nate attorno a un’attività dedicata alle difficoltà vissute da chi fugge da guerre e crisi umanitarie.
Scuola e migrazioni al centro del progetto educativo
Il percorso didattico contestato aveva l’obiettivo di aiutare gli alunni a comprendere, con strumenti adatti alla loro età, cosa significhi lasciare il proprio Paese a causa di conflitti o condizioni di grave difficoltà. Tra le attività previste rientrava anche un viaggio a Trieste, dove i bambini avrebbero partecipato alla consegna di pasti caldi ai migranti. La scuola, secondo la ricostruzione diffusa, aveva approvato il progetto attraverso i propri organi interni e lo aveva condiviso con le famiglie, inserendolo in un quadro di educazione, solidarietà e conoscenza della realtà sociale.
Le polemiche e l’intervento del Ministero
L’iniziativa ha provocato reazioni sul territorio, in particolare da parte del sindaco di Trieste, che avrebbe ipotizzato possibili denunce. Dopo le polemiche, il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha avviato accertamenti e disposto l’invio di ispettori scolastici nella primaria di Marostica. La decisione ha sollevato interrogativi politici sul rapporto tra autonomia scolastica, didattica e intervento ministeriale, soprattutto perché l’attività risultava già validata dalla comunità educante. Il caso è diventato così un tema nazionale, con un confronto acceso sul confine tra formazione, sensibilizzazione e presunto indottrinamento.
La posizione di Avs e le parole di Piccolotti
Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro Valditara per chiedere chiarimenti sulle ragioni delle verifiche. La deputata Elisabetta Piccolotti, componente della Commissione Cultura alla Camera, ha difeso il percorso educativo e criticato la scelta del dicastero. Secondo Piccolotti, ciò che viene definito propaganda o indottrinamento dovrebbe invece essere letto come esercizio di umanità ed empatia. La deputata ha sottolineato che la scuola ha il compito di insegnare ai bambini a osservare il mondo, comprenderne le complessità e sviluppare attenzione verso chi vive condizioni di fragilità.
I nodi politici della vicenda
Il caso di Marostica mette in evidenza alcuni temi centrali nel dibattito sull’istruzione: il valore della libertà educativa, il ruolo delle famiglie, l’autonomia delle scuole e il modo in cui si affrontano temi sociali delicati con gli studenti più giovani. La vicenda ruota attorno a tre punti principali:
verificare perché sia stato disposto l’intervento degli ispettori;
chiarire se il progetto fosse coerente con gli obiettivi formativi;
tutelare la possibilità per la scuola di promuovere cittadinanza, rispetto e responsabilità.
Per Avs, l’interrogazione serve a capire se l’intervento ministeriale sia proporzionato rispetto a un’attività già approvata e condivisa.