Scuola, educazione sessuale e affettiva in aula: l’iter della proposta al vaglio della Camera
Al vaglio della Camera il disegno di legge per introdurre un’ora settimanale obbligatoria dedicata alla prevenzione e alla parità di genere.
Presso la VII Commissione Cultura della Camera sono iniziate le audizioni sulla proposta di legge per l’istituzione dell’educazione sessuale e affettiva. Il testo punta a inserire un’ora aggiuntiva nei piani di studio per contrastare la violenza di genere partendo dai banchi scolastici.
La proposta in VII Commissione e il legame con la Convenzione di Istanbul
I lavori parlamentari si sono accesi attorno a un tema che, ciclicamente, torna al centro del dibattito pubblico e pedagogico italiano. La VII Commissione Cultura della Camera ha ufficialmente avviato l'iter di esame e le audizioni relative alla proposta presentata dal senatore De Cristofaro (Gruppo Misto). Il cuore del provvedimento non risiede solo in una modifica didattica, ma in una precisa volontà politica e sociale: strutturare un argine educativo contro la violenza di genere.
Chi segue da anni le dinamiche scolastiche sa bene che i progetti estemporanei spesso lasciano il tempo che trovano; proprio per questo, la relazione introduttiva ancora il testo ai principi della Convenzione di Istanbul. L’obiettivo dichiarato dall'Articolo 1 è quello di superare l'episodicità degli interventi attuali per promuovere, fin dal primo ciclo di istruzione, una crescita emotiva basata sulla parità tra uomini e donne e sulla decostruzione degli stereotipi che alimentano discriminazioni.
Un’ora di educazione sessuale e affettiva: la riforma degli orari
Il passaggio più pragmatico, e verosimilmente più complesso da attuare a livello organizzativo, è contenuto nell'Articolo 2. La norma ipotizza un intervento a "doppio binario". Da una parte, si richiede una revisione trasversale dei piani di studio, affinché ogni disciplina possa concorrere all'acquisizione di competenze relazionali. Dall'altra, per le scuole secondarie di primo e secondo grado, si prevede l'introduzione formale di un’ora settimanale dedicata specificamente all’educazione sentimentale, sessuale e affettiva.
Questa modifica comporterebbe una riscrittura dell'orario annuale obbligatorio e, di conseguenza, un adeguamento degli organici del personale docente. Sebbene il testo originale facesse riferimento all'anno scolastico 2024/2025, i tempi tecnici della legislazione suggeriscono che tale scadenza dovrà essere inevitabilmente ricalibrata durante l'iter di approvazione.
Formazione docenti e codice POLITE: il cambio di passo culturale
Un aspetto spesso trascurato nelle riforme scolastiche è la preparazione di chi sale in cattedra. La proposta di legge tenta di colmare questo vuoto coinvolgendo direttamente il mondo accademico (Articolo 3) e prevedendo l'obbligo per le Università di potenziare i corsi di studi di genere. Parallelamente, l'Articolo 5 impone al Ministero dell'Istruzione e del Merito di attivare percorsi di formazione obbligatoria per tutto il personale scolastico, incluse le maestre della scuola dell'infanzia.
Infine, l'Articolo 6 tocca un nervo scoperto dell'editoria scolastica: i libri di testo. La norma vincolerebbe le scuole ad adottare esclusivamente materiali che rispettino il codice di autoregolamentazione POLITE (Pari Opportunità nei Libri di Testo), siglato dall'Associazione Italiana Editori nel 1999, per garantire che i supporti didattici siano privi di pregiudizi sessisti. Entro 120 giorni dall'eventuale approvazione, un decreto interministeriale dovrà definire le linee guida operative, focalizzandosi su rispetto reciproco e gestione non violenta dei conflitti.