Scuola selettiva e meritocrazia: la proposta di Vannacci che divide la politica
Vannacci vuole una scuola selettiva, dura e rigorosa, sul modello della Riforma Gentile: un'idea che apre molti interrogativi
Una scuola selettiva, severa e rigorosa. È questo il modello di istruzione che ha in mente Roberto Vannacci, pronto a riportare le aule italiane a un passato lontano. La sua proposta è semplice: premiare i più bravi e lasciare indietro chi fatica. Un'idea legittima in democrazia, ma che oggi si scontra con le regole in vigore e con i principi della nostra Costituzione.
L'idea di una scuola dura
Il Generale ha spiegato che tipo di istruzione vorrebbe se fosse al Governo. Il suo obiettivo è chiaro: una scuola seria, rigorosa, anzi dura. Su questo punto molti possono trovarsi d'accordo. Chi vorrebbe aule dove si gioca e non si impara a diventare cittadini del proprio Paese? Nessuno desidera una scuola facile e svuotata di senso. Il vero nodo arriva con la parola selettiva. Oggi, infatti, le leggi italiane non assegnano alla scuola il compito di scartare gli studenti meno capaci.
Cosa dice la legge sulla scuola
Dagli anni Sessanta a oggi ogni riforma ha seguito la stessa bussola. La media unica del 1962, la scuola elementare del 1985 e del 1990, fino alle Indicazioni nazionali: tutte puntano sulla persona. L'obiettivo resta la "formazione dell'uomo e del cittadino nel quadro dei principi affermati dalla Costituzione della Repubblica". La scuola deve anche rimuovere "gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana". Alla scuola media è sempre stato affidato un ruolo di orientamento, mai di selezione.
Il ritorno alla Riforma Gentile
Vannacci ha tutto il diritto di sognare una scuola diversa, non solo più severa ma anche selettiva. Un modello vicino a quello della Riforma Gentile, definita "la più fascista delle riforme". Non c'è nulla di male nel desiderarlo, basta dichiararlo con onestà. Spesso, però, i migliori sono anche quelli che crescono in case piene di libri, che possono viaggiare all'estero e vivere molte esperienze extra. Tornare a quel sistema vorrebbe dire cambiare l'intera scuola di oggi e, forse, ritoccare perfino la Costituzione del Paese.
Cosa cambierebbe davvero in classe
Una scuola selettiva avrebbe effetti concreti sulla vita di studenti e famiglie. I punti più discussi sono questi:
più pressione sui voti e sulle prestazioni;
rischio di lasciare indietro gli alunni più fragili;
vantaggio per chi parte da contesti familiari più ricchi;
una funzione di selezione al posto di quella formativa.